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Occhio!/Watch Out!

Challenged on Speed/Hanno Sfidato la Velocita'

*loading* Braves/Coraggiosi!

Statistics from/Statistiche dal 18/03/2008:

In Motion Life of the Month/Natura Viva del Mese!

MGMT "Time to Pretend" Live @David Letterman, from "Oracular Spectacular" 2007

Poll of the Month/Sondaggio del Mese!
Sweet Melodies/Suoni & Musichette...

Movie Reviews/Cine Recensioni 2009

Coming Soon!/In Arrivo!

Funny Things/Cose Carucce

Certificate of Marriage

This is to certify that
Death
and
captainhowdy
were married on
August 26, 2008
Marry Your Favorite Character

venerdì, 29 febbraio 2008
Cosa c'e' nel mio I-Beat, Chp IX
A)Radiohead, In Rainbows (Gbr) 2007

In rainbows
Canzoni: 1)Bodysnatchers 2)All i Need

Ho aspettato un po' per ascoltarlo ma alla fine ho ceduto, bello, non bellissimo come molti han detto, bisogna comunque da dire che Yorke qualche ideuzza ce l'ha ancora penso anche per il futuro.
Certo che forse dovrebbe rinunciare un po' a certi eccessi elettro...




B)Air, Moon Safari (Fra) 1998

air

Canzoni: 1)All i need 2)Kelly watch the Stars

Questo torna ciclicamente tra i miei ascolti, Lounge? Pop? Elettronica?
Non saprei, bello e basta: da ascoltare sia da distratti che da concentrati, ed e' un caratteristica non da poco...



C)Editors, The Back Room (Gbr) 2005

editors
Canzoni: 1)Munich 2)Bullets

Dopo aver consumato per mesi l'ultimo sono ritornato al primo, piu' dark ma meno new wave, troppa critica li sta snobbando, per me questi son bravi e vi diro' una cosa: io non ci sento neanche cosi' tanto i Joy Division...


D)Tangerine Dream, Zeit (Ger) 1972



zeit
Canzoni: 1)Birth of Liquid Plejades 2)Zeit

L'han chiamata "Kosmische Musik" e probabilmente resta la miglior definizione, possono impressionare ed anche annoiare a morte, per me dipende dal momento...fondamentale un ascolto pero': Avanguardia elettronica e Rock Sinfonico.




E)Mercury Rev, Deserter's Songs (U.S.A.) 1998


deserters

Canzoni: 1)Opus 40 2)Goddess on a Hiway

Sono un romantico che ce volete fa'?
Psichedelia anni 90  ma che potrebbe esser stato scritto 40 anni fa come tra cento, senza tempo, fatevi ammaliare.
Immaginato da/Imagined by CaptainHowdy| link |commenti (11)| Cose Preziose/Precious Things: music pictures, music and stories, in my i-beat
giovedì, 28 febbraio 2008
Against the Grain
XXII Recensione del Nuovo Corso (37esima Totale) su DeB!

Against The GrainBad Religion, Against the Grain

Premessa: Non sono sicuramente la persona adatta a parlare dell’album in questione ma voglio farlo perché mi piace, nonostante il genere non sia esattamente tra i miei preferiti, ha un valore affettivo importante (parliamo del ’90, ero un pischellino ansioso di novità e ribellioni) ed è obiettivamente uno dei dischi più importanti della scena Hardcore Americana quindi trovo ingiusto che non sia stato ancora recensito qui su DeB (ce ne sarebbe una a dire il vero ma non è più reperibile...): perciò se gli appassionati del genere trovassero improprio il mio scritto li autorizzo ad insultarmi pure ma a chiedersi anche, se quel giorno invece di mettere l’undicesimo 1 ad un doppione, non sarebbe stato meglio mettersi a buttar giù qualche riga… (Si Scherza ovviamente, ma non troppo…)

I Bad Religion sono un po’ snobbati su ste pagine e nessuna delle recensioni presenti abbonda di note biografiche, a questo proposito vi spedisco su sta paginetta di OndaRock che una volta tanto è ben fatta.

Esaurite le formalità passiamo al disco: “Against the Grain” è un lavoro che va valutato secondo due tipi di pensiero, da una parte infatti la vicinanza con “No Control” (1989, album considerato un po’ da tutti il loro capolavoro) si sente in modo abbondante, i prodromi di una “civilizzazione” della band di Gurewitz e Graffin escono spesso allo scoperto, anche se solo in forma di rapidi germogli, più concettuali che sonori.

Non confondetemi però: questo disco è ancora orgogliosamente hardcore (solo guardando il libretto lo si capisce: il rapporto numero di canzoni/durata totale che è 17 per poco meno di 35 minuti è emblematico) anche se agli orizzonti si percepisce una maggior consapevolezza dei nostri verso un modo di concepire la (loro) musica più formale, non voglio usare il termine maturo perché sarebbe intellettualmente presuntuoso e sapete quanto per me conti l’Umiltà: al secondo posto nella (mia) scala di valori dietro solo all’Eleganza, e forse è questa la definizione, anche se vedo già le facce inorridite dei puristi del genere, che meglio si adatta all’evoluzione dei Losangelini.

Un'Eleganza talmente manifesta, anche in mezzo al rumore, da far apparire le veloci sfuriate ritmiche dei 5 (erano in 5 qui vero?) come tempeste formate più da esistenzialismo che non da ribellione: una presa di coscienza che la dialettica è meglio delle barricate? Non lo sapremo mai, ma l'impressione rimane tale.

Per quanto sia difficile crederlo, io continuo a pensare che sia questo disco, e non il precedente, a formare le basi dei lavori successivi di un gruppo mai al di sotto di livelli dignitosi, ldischi come “Generator” (’92) o “The Gray Race” (’96) sono li ad avvalorare la mia ipotesi.

Esplosive ma controllate, quasi ci fosse un tentativo di placare il proprio furore, le tracce presenti propongono vere chicche come l’epica “Modern Man”, la darkeggiante “Faith Alone” e il capolavoro del disco , quella “Flat Earth Society” vera miscela di rabbia giovane (scusate il termine abusato) e affascinante programmaticità (si dice?) nel gestirla.

Velocità e Potenza scandite e dosate in parti eguali che fanno, a mio parere, dei Bad Religion il vero confine tra il Metal e il Punk Americani, tra reminiscenze violente del primo e disordini esistenziali del secondo, il tutto eseguito con abilità tecniche non indifferenti, uno sguardo lontano: nel proprio passato ma dritto dritto nel futuro.

Mo.

Immaginato da/Imagined by CaptainHowdy| link |commenti (6)| Cose Preziose/Precious Things: music pictures, music reviews, debaser
mercoledì, 27 febbraio 2008
Happy Birthday Time and Distance!


Time and Distance" oggi compie un anno, sopra la prima foto postata: contenuto ambiguo lo so, soprattutto per un Blog che volontariamente non ha mai parlato di Politica, non per paura di prendere di posizione ma perche' da ste parti non e' considerato argomento "serio" , la frase nella foto sta ad indicare questa mia predisposizione e per inciso, non e' mia, non vado in giro a lasciar graffiti anche se riconosco che in alcuni casi ci si trova davanti a dei capolavori visivi e/o concettuali, penso che nell'immagine siamo in presenza di uno di questi.

Tornando al Topic faccio un po' di antipatica e patetica autocelebrazione va, portate pazienza...

500 Post pubblicati (501 con questo), commentati 1281 volte per circa 15000 contatti...(siam piccoli ma orgogliosi!)

Ho parlato 43 volte di Tori Amos (44 con questa), 30 dei Maiden, 140 (141) volte di Musica in senso ampio mentre 69 di Cinema e nello specifico  ho lasciato 47 recensioni.
Allo Sport mi son  dedicato 111 volte ma  ricordo che e' da Luglio che sto argomento l'ho riversato  (a parte casi eccezionali) in  Altre Tartarughe (attualmente arrivato a 251 Post), 20 volte ai Libri e 39 ai Fumetti mentre per 68 volte ho lasciato spazio a riflessioni personali sulla Vita e sull' Amore (ma non sulle vacche...)
Ho cambiato 4 volte Template ma penso di esser giunto ad una soluzione abbastanza definitiva, ho tre rubriche fisse e periodiche, piu' un paio di sporadiche.

Ringrazio chi viene farmi visita e mette a disposizione qui  idee, passioni e altre testuggini, in particolare un abbraccio forte a  chi condivide velocita' con me (colonna di sinistra).

Posto un Video di Tori per l'anniversario, un po' perche' ho poca fantasia e un po' per il titolo della canzone.

A Presto!

Mo.

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martedì, 26 febbraio 2008
La Giusta Distanza di Carlo Mazzacurati
giusta-distanza

La Giusta Distanza di Carlo Mazzacurati (Ita), 2007

Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati, Marco Pettenello,Claudio Piersanti

Interpreti: Giovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston, Roberto Abbiati, Natalino Balasso, Stefano Scandaletti, Mirko Artuso, Fabrizio Bentivoglio, Marina Rocco.


Boh, nonostante sia andato a vederlo con la massima predisposizione d'animo, perche' il Mazzacurati non mi dispiace, sto film non mi e' proprio piaciuto: intanto lasciatemi dire che tutte ste parabole su quanto faccia schifo la vita di provincia hanno cominciato a stancarmi e di brutto, poi:

A)la vicenda non e' mai ben inquadrata: commedia? noir? dramma? giallo?, e non si tratta di quei piacevoli crossover che tengono vivo l'interesse, qui capita tutto a casaccio, come se il regista fosse preoccupato di infilare piu' cose insieme nello stesso (ridotto) spazio.

B)gli attori son anche bravini, Bentivoglio che nel trailer sembra il protagonista si e no compare per 10 minuti, ma la sceneggiatura e' estemporanea, lascita in mano a pur bravi caratteristi, ma fin troppo a briglia sciolta, in un paio di occasioni si ride pure, ma mica basta Balasso per salvar un film che dovrebbe essere d'approfondimento socioculturale, sbaglio?

Mi aspettavo insomma un qualcosa di coraggioso ed invece ci si trova ancora una volta ad affogare nei luoghi comuni del cinema attuale italiano: o mega porcate con tette e culi, o eccessivo (falso) intimismo o nel caso specifico filmetti alla "vorrei ma non posso" che non sanno mai da che parte stare...e non sapete quanto mi spiace dir questo...

P.s: due righe sulla vicenda: un giovane aspirante giornalista scrive (in incognito) per il giornale locale delle cronache del proprio paesino (nel rodigino), l'arrivo di una giovane maestra dalla Toscana, portera' un po' di scompiglio nel quieto vivere provincialotto, il tutto con riflessioni sulla giusta distanza da mantenere tra report e realta' nel lavoro di cronista.

Voto: 5/10
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Brutto, Kitsch, Camp...
bruttezzaHo appena finito di leggere "Storia della Bruttezza" di Umberto Eco  (Bompiani) che consiglio a tutti, nonostante non costi poco e credo di aver finalmente capito la differenza tra  "Kitsch" e "Camp" (o almeno, visto che conta molto la soggettività, diciamo che ho capito il significato che io posso dare ai termini senza fare troppe figure di m....)

Vi propongo un giochino, tre immagini, una per categoria (Kitsch e Camp) ma una anche semplicemente brutta, senza abusare di troppi termini colti, provate (seguendo la vostra sensibilita') ad abbinare...



A) American Gothic, Grant Wood (U.S.A.) 1930

american_gothic

B) Locandina per "Faster, Pussycat! Kill! Kill!" di Russ Meyer (U.S.A.) 1965


FasterPussycat-791362

C) "HIM", Maurizio Cattelan (Ita) 2001


Him




Fonti: Silenzi.com
Zibaldoni.it
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lunedì, 25 febbraio 2008
Oscar 2008
Da IMDB ecco a voi la lista dei vincitori degli Oscar 2008 nelle principali categorie, presto ma a mente fredda anche un mio commento...

Best Motion Picture of the Year




Best Performance by an Actor in a Leading Role




Best Performance by an Actress in a Leading Role

WINNERMarion Cotillard



Best Performance by an Actor in a Supporting Role




Best Performance by an Actress in a Supporting Role

WINNERTilda Swinton




Best Achievement in Directing




Best Writing, Screenplay Written Directly for the Screen

WINNERap_cody_080227_ms

Juno (2007): Diablo Cody




Best Writing, Screenplay Based on Material Previously Produced or Published

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HalfTime Show @XLII Superbowl, Phoenix 03/02/2008
XXI Recensione del Nuovo Corso (36esima Totale) su DeB!

Tom Petty
Tom Petty & The Heartbreakers, HalfTime Show @XLII Superbowl Phoenix 03/02/2008

Qualche numero: tra i dieci eventi più visti nella storia della televisione americana 8 sono Super Bowl, in media l'evento (giunto quest'anno alla quarantaduesima edizione) viene seguito da circa 90 milioni di cittadini americani a botta, più altri 500 milioni sparsi per il globo (in Italia siamo in genere 8, quest'anno siamo stati in 7... Stiamo ancora cercando il franco tiratore...).
 
Il Super Bowl è diventato questo evento mediatico perchè oltre a vedere in scena il secondo Sport più importante negli States (il primo è il Baseball) è un vero Show, nel vero senso del termine, che ha un proprio rito e programma ormai consolidati: entrato talmente nelle abitudini americane da far lievitare a prezzi esorbitanti gli spazi pubblicitari al suo interno (quest'anno in particolare vista la presenza pure di quelli elettorali) e dunque far muovere un bel pò di soldini che la N.F.L. (la Lega Professionistica di Football Americano) investe intelligentemente allestendo Spettacoli Faraonici... il tutto in un vortice di popcorn, hotdog, birra e signorine in tenuta non esattamente castigata (che mondo sarebbe senza Cheerleaders? Soprattutto quelle dei miei Raiders, le Raiderettes).
 
Tralasciando dettagli che potrebbero annoiarvi dico solo che (a parte la partita ovviamente) il clou dell' avvenimento è l'Half Time Show, una mezzoretta (variabile a seconda delle annate) dedicata a veri e propri Eventi Musicali (Qui la lista dei protagonisti nel corso degli anni).
 
Quest'anno ad esibirsi in quel di Phoenix, davanti a circa 75000 spettatori nell' Arena (molti dei quali scesi nel prato) e ad altri 120 milioni davanti alla tv (la diretta di quest'anno si è piazzata al secondo posto tra le più viste della Storia) è stato il grande Tom Petty insieme ai suoi Heartbreakers: 4 i pezzi presentati per poco più di dieci minuti, un mini concerto, stretto nei tempi che però in quanto ad intensità resterà ben impresso nella memoria di chi se lo è goduto.
 
Non voglio soffermarmi troppo su descrizioni tecnicho-tattiche o altro perchè qui sotto metterò linkerò le immagini dello spettacolo per ogni singolo pezzo, così potrete giudicare voi stessi e anche perchè ammetto che questa non è una recensione ma solo un modo per condividere con voi l'evento (siate piure cattivi con i voti al mio scritto, sono pronto).
 
Una piccola menzione però devo farla riguardo all'emozione provata mentre l'intero pubblico nello Stadio ha cantato "Free Fallin" insieme al buon Tom, e se mi ha toccato così davanti alla tv neanche voglio pensare cosa sia stato la...
 
I Pezzi Proposti:
 
 
 
 
 
 
Per la cronaca e a chi interessasse alla fine han vito i Giants...
 
Mo.
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domenica, 24 febbraio 2008
La Guerra di Charlie Wilson di Mike Nichols
charliewilsonswar

La Guerra di Charlie Wilson (Charlie Wilson's War) di Mike Nichols (U.S.A.) 2007

Sceneggiatura: Aaron Sorkin

Interpreti: Tom Hanks, Philip Seymour Hoffman, Julia Roberts



Parlare del cinema di Mike Nichols e' come parlare di scuola di cinema: solo scorrendo i titoli del grande cineasta tedesco-americano vengono i brividi, da "Chi ha paura di Virginia Woolf?"  fino a "Closer" passando per "Il Laureato" la sua carriera e' costellata da gemme preziosissime.

A tre anni di distanza dal bellissimo "Closer" Nichols cambia (come del resto ci ha sempre abituato) completamente argomento passando al racconto (da un libro di George Crile) della storia (vera) di Charles Wilson: deputato americano che  contribui' in maniera enorme a finanziare la resistenza afgana durante l'invasione sovietica negli anni '80.
Come al solito lo sguardo di Nichols cade ben piu' in la del mero racconto narrato, andando con il solito garbo ma impietosamente a scoprire piaghe del sistema (questa volta solo) politico americano anche (e soprattutto) attuale.

Ironia e buon gusto fusi ancora elegantemente insieme scorrono per tutta la pellicola ma se si deve essere sinceri, forse anche a causa della delicatezza del tema trattato, Nichols e' meno pungente del solito e si limita a cogliere spunti senza approfondirli troppo, forse per mantere il tono da commedia che alla fin fine aleggia per tutto il film nonostante momenti decisamente drammatici, non sapremo mai se questa cosa sia stata voluta, fatto sta che nel computo finale si esce dalla sala piu' con la sensazione di aver visto un film leggero e disimpegnato che non un'opera dai risvolti politici evidentissimi. Difetto o Pregio?

Il resto lo fa il mestiere dei (bravi) interpreti, anche loro impegnati a dare un tono umoristico al tutto, e se da Hanks e Hoffman ce lo aspettavamo, la Roberts (nonostante il suo ruolo non sia cosi' presente nella durata del film) si conferma attrice versatile, andando ben oltre all'icona di sex symbol troppo presto stampatole addosso.

Sullo script nulla da dire, Sorkin si rivela un buonissimo sceneggiatore e l'impressione finale e' che  pur sempre di un film di Nichols stiamo parlando (sinonimo di alta qualita' anche nei momenti meno brillanti) e questo basta per farci dimenticare che di parabole sulla politica estera americana forse ne abbiamo abbastanza, e questo vale decisamente il prezzo del biglietto.

Voto: 7/10

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sabato, 23 febbraio 2008
L'Eta' della Fragilita' (Riciclare VIII)
Scorro cio' che vorrei scrivere, dentro la mia testa, ma alla fine ritorna solo l'ansia della pagina vuota.
Vorrei raccontare di quanto affetto posso provare, ma galleggiando nell' indecisione mi trovo solo e sterile.
Libero, o almeno ci provo, i miei pensieri ma nulla, la testa va alla sua leggerezza e all' incedere amabile come il profumo del latte la mattina e li vorrei affogare quest' ansia di creativita'.
Solo adesso mi accorgo della confusione che regna sovrana ma, mio Dio, e' solo dentro di me e quando ormai e' tardi riesco ad elaborare pensieri, frasi, azioni che potrebbero funzionare.
Schiavo dello spirito delle scale allora me ne rimango qui silenzioso, aggiungendo un altro viso al mio sacrario.
Reliquia dopo reliquia colleziono dolci ricordi che conservo gelosamente e vivo in simbiosi con il mio universo.
 
Immaginato da/Imagined by CaptainHowdy| link |commenti (7)| Cose Preziose/Precious Things: violettes
venerdì, 22 febbraio 2008
Scream for me India!
Il mio amico Herpes e' stato alla prima data (Mumbai, India) del nuovo Tour Mondiale della Band Metal piu' amata di tutti i tempi e mi ha mandato queste bellissime foto che ora condividiamo con voi.

IM mumbai

IM mumbai powerslave

IM mumbai Somewhere back in ...Eddie

IM mumbai The Rhyme

IM mumbai The rhyme 2
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giovedì, 21 febbraio 2008
Gli Exit-Poll danno il Sesso in Vantaggio (Riciclare VII)
Mi sveglio la mattina (o il pomeriggio) e la prime cose che faccio sono accendere la TV, guardare il televideo, vedere le previsioni metereologiche per la giornata in corso, spegnere la TV, aprire i balconi e controllare se c'hanno azzeccato...

Poi vado in cucina mi faccio un The' e leggo i presagi della giornata nelle foglie rimaste nella tazza.
Piu' tardi prendo la fionda,cerco il monumento piu' vicino (se mi sono svegliato nel mio letto di solito è il campanile barocco della piazza di Castelgomberto detto "La Campanela") ammazzo un piccione, animale che la maggioranza di voi odia (niente pistolotti animalisti per favore...), con il mio coltellino da vendemmia (ebbene ne ho uno!) lo apro e cerco di farmi un aruspicio, se non sono convinto al limite ne ammazzo un altro e poi faccio il confronto..

Brutta cosa credere nelle divinita'dell'antica Grecia,non lo consiglio a nessuno.

Sono nato nel mese di Artemide (Diana per i romani) ma credo soprattutto in Atena (Minerva),dea della sapienza, della guerra e delle faccende domestiche (nelle quali io sono ferratissimo), Zeus (Giove) lo considero un puzzone, Apollo è troppo di moda in questo periodo come del resto anche Ade (Plutone).
Dioniso (Bacco) lo stimo, gli altri mi stanno indifferenti (compresa  Afrodite\Venere), forse Pollon Combinaguai, quando ero imberbe, ha minato irrimediabilmete il mio equilibrio mentale, come del resto Candy Candy, cartone a cui devo la mia scelta professionale.

Comunque dopo aver sacrificato il piccione(i) ad Atena, cerco un bar, ordino un caffe', leggo, in sequenza, Gazzetta dello Sport (in sto periodo salto le pagine dedicate al calcio), Corriere della Sera e le pagine degli spettacoli del Giornale di Vicenza (qualche volta anche le notizie sulla Valle dell'Agno e lo Sport Vicentino) e lascio per ultimo l'oroscopo, lo leggo, traggo delle conclusioni, esco dal bar (non prima di aver dato un'occhiata ai fondi del caffe' rimasti nella tazzina) e comincio la mia giornata, con la serenita' di chi non ha la minima idea di cosa capitera' perche' matematicamente:

A) dei 5 tentativi di previsione almeno 2 sono sempre in contrasto fra di loro.
B) non ho raggiunto ancora l'eccellenza nella lettura delle viscere di piccione.
C) in sto periodo se sto a guardare la metereologia dovrebbe essere sfiga a gogo ogni giorno.
D) sono anni che bevo solo Russian Night e le foglie di questo Thè si aprono sempre nella medesima maniera
E) L'0roscopo del Giornale di Vicenza è dal 1985 che promette che durante la giornata incontrero'la donna della mia vita (cosa che statisticamente si è rivelata improbabile).

Grazie a tutto cio' riesco a vivere abbastanza spontaneamente i piccoli avvenimenti della vita, affronto quasi tutto di torace e poco di cranio, ma non chiedetemi cosa faro' domani
, non ho monumenti a portata di mano...
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mercoledì, 20 febbraio 2008
Piccoli Draghi
A me sta cosa ha messo i brividi (quasi piu' dell' originale...)




L'Originale... (il video c'entra poco o niente ma e' l'unica versione in studio che ho trovato sul Tubo...)



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martedì, 19 febbraio 2008
Come se servisse ricordarlo...
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lunedì, 18 febbraio 2008
Elizabeth: The Golden Age di Shekhar Kapur
elizabeth

Elizabeth: The Golden Age di Shekhar Kapur (Gbr) 2007

Sceneggiatura: William Nicholson, Michael Hirst

Interpreti:Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Clive Owen, Rhys Ifans, Jordi Mollà, Abbie Cornish, Samantha Morton


Chiarisco subito una cosa: questo blog venera Cate Blanchett.

Per recensire il secondo capitolo di Kapur dedicato alla monarca piu' importante della storia inglese non occorreranno molte righe.
Regia di classe ed interpreti elegantissimi (compreso Owen) non hanno bisogno di troppi commenti, lo script e' asciutto quanto basta per non nuocere troppo alle ambientazioni, al solito, sfrazose ma...

Ebbene c'e' un ma: "Elizabeth: The Golden Age" e' un film freddo anche nei momenti piu' intensi, il cui peso e' lasciato troppo sulle spalle di una pur magnetica Blanchett, le emozioni ci sono ma sono intrise fin troppo di richiami alla classica cinematografia di genere storico (e anche all' iconografia elisabettiana, ovviamente) da non riuscire nello scopo di far nascere qualcosa di piu' che non la mera ammirazione per lo sforzo tecnico che spesso si riduce solo ad un esercizio di stile, notevole per carita' ma se ci fosse stato maggior coraggio ed un tentativo serio di allontanarsi dai canoni estetici classici forse l'opera ne avrebbe risentito in positivo.

Invece alla fine quella che rimane e' la sensazione di aver "riletto" un sussidiario scolastico (sia di Storia che di Cinema, se mi passate la temerarieta' dell' accostamento) con tutta l'ammirazione per gli eventi narrati e per la messa in scena (melodrammatica come detto da moltissimi critici) ma senza una vera immersione emotiva. Sufficienza per l'eleganza dimostrata ma ci aspettavamo di piu'.

Voto: 6/10
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domenica, 17 febbraio 2008
Facciamo 4 salti.../Let's dance...
I Lamb sono un gruppo elettroemozionale formato da due simpatiche persone (Andy & Louise), per molti anni sono stati inseriti (erroneamente) nel calderone Trip-Hop perche' inglesi e perche' formatisi a meta' anni '90.

Spesso sono considerati gruppo triste e malinconico ma io ho le prove che non lo erano affatto (li ho visti dal vivo e fu uno dei concerti piu' divertenti della mia vita...), vi propongo una loro esibizione storica... (colonna di destra: Natura Viva del Mese, fino al 17 Marzo)

Purtroppo sembrano sciolti, ma io nutro ancora speranze...


The Lamb are an electro-emotional band formed by two nice people (Andy & Louise), for many years they were included (wrongly) in the Trip-Hop cauldron for their English nationality and because formed in the middle '90s.

Often considered sad and melancholic: i have evidences that they were not at all (I saw them alive and was one of the funniest concert of my life ...), I propose you an historic exhibition ... (Right column: In Motion Life of The Month, until 17 March)

Unfortunately it seems that they will not work together anymore, but I am still hoping...!



Lamb



Fonte: Gorecki.co.uk

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venerdì, 15 febbraio 2008
Fiamma di Megalopoli!
megaloman
Ripreso (bonariamente spero!)  dall' amico Onan sulla mancanza d'informazioni riguardo al Post "Vai Takashi !" di due giorni do qui un paio di Link dove potrete "farvi una cultura riguardo a Stella di rosetta, Fiamma di Megalopoli e altre Giapponeserie riguardanti il mitico Megaloman...


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Fonte: Japanhero.com
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giovedì, 14 febbraio 2008
Cloverfield di Matt Reeves
cloverfield
Cloverfield di Matt Reeves (U.S.A.) 2008

Sceneggiatura di Drew Goddard

Interpreti: Lizzy Caplan, Jessica Lucas, T.J. Miller, Michael Stahl-David, Mike Vogel, Odette Yustman



Allora nonostante non ne avevo la minima intenzione alla fine sono andato a vederlo perche' c'erano troppi pareri discordanti su sto film e questo mi incuriosiva: dopo averlo visto mi duole tirar fuori il vecchio luogo comune ma come al solito la verita' (o almeno la mia) sta nel mezzo.

Il difetto principale di questo Film si puo' riassumere nell'espressione "Viene dopo": viene dopo qualsiasi film di genere fantadisastrofico o fantahorror (non aggiunge nulla di nuovo, il mostro un Gozilla un po' piu' grande i suoi parassiti degli Alien piu' piccoli e neanche tanto piu' viscidi) e viene dopo anche a qualsiasi film d'orrore di taglio fintodocumentaristico, senza scomodare "Cannibal Holocaust" si puo' citare quel piccolo gioiellino di furberie (ma ben fatte) che e' stato "The Blair Witch Project" con la differenza che la il terrore era (o almeno si poteva capire) immaginario mentre qui e' ben reale.

Detto questo e' ovvio che il discorso puo' cadere su due versanti: quello tecnico (di cui non parlo perche' e' sviluppato egregiamente) e quello sulle intenzioni.

Se il film voleva solo divertire bisogna essere onesti, ci riesce (escludendo i primi 15 minuti che potevano essere sintetizzati), la tensione e' sempre palpabile e ci sono almeno due scene che resteranno a lungo nella nostra memoria (senza rovinar troppo la sopresa, una e' quella della Statua della Liberta', veramente ben riuscita) se pero' il film voleva risultare credibile come prova documentaria (cosa difficile a prescindere, lo so) "Cloverfield" perde su tutta la linea, telecamera che non si sporca mai (se non una volta ma succede in modo talmente grottesco che fa quasi imprecare) a parte, e' la perfezione stilistica di certi momenti che lascia perplessi, quasi il regista fosse stato catturato in un limbo tutto Trieriano (spalate pure merda per il paragone) del vorrei ma non posso, cosa che alla fine rovina molto dell' effetto che  l'operazione voleva creare ed esaltando quindi i difetti del "Viene dopo" di cui parlavo sopra.

Alla fin fine voglio pero' chiudere un occhio perche' comunque, se non si va troppo per il sottile, il film diverte pure e nel genere "puro intrattenimento" , senza poter mirare a diventare un Masterpiece, comunque naviga nei mari dell' accettabile (ed il mostro e' pure simpatico), una sufficienza politica e non se parla piu' insomma.

Voto: 6/10
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mercoledì, 13 febbraio 2008
Vai Takashi!
 

 
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martedì, 12 febbraio 2008
Tori Amos, Piece by Piece

piece
Dopo quasi due anni dalla sua uscita son riuscito a finire l'autobiografia (anche se non e' propriamente un'autobiografia) della Amos, non nascondo che il motivo di questo "ritardo" sia stato lo scoglio iniziale dei primi due Capitoli dove sentir parlare pure la Rossa di Maria Maddalena o di Sacro Feminino m'aveva un po' fatto cadere le braccia (anche se bisogna dire che la Amos gia' dal '96, in tempi poco sospetti, accennava a certe cose, soprattutto in "Boys for Pele").


Comunque sconfiggendo l'iniziale riluttanza ho deciso nei giorni scorsi di riprenderlo in mano e devo dire che i successivi capitoli m'hanno intrigato parecchio, non sto qui a fare una recensione del libro perche' come immaginate sarei poco obiettivo ma la descrizione che Tori fa di se in quanto Artista/Moglie/Madre/Donna d'Affari merita un po' di spazio.
Percio' ho deciso di ritagliare dei piccoli estratti che danno un'idea della complessita' di una personalita' a cui la definizione di "poco allineata" sta decisamente bene, spero che la Sperling & Kupfer, casa editrice della versione italiana (tradotta in "La Danza dell' Anima") non m'intenti una causa per questo furtarello,dopo tutto e' anche pubblicita'...


La Danza

Tori Amos, la compositrice:

"Scrivo canzoni ventiquattro ore al giorno. Pero' non mi esibisco ventiquattro ore al giorno. E non sono una moglie ventiquattro ore al giorno. Anche mamma, a dire la verita', quando e' sul palco o in comunicazione con gli altri, o si prende una pausa. Ma l'autrice che e' in me e' sempre presente."

"Adoro le sfumature di grigio e sono convinta che ce ne siano tantissime. Piu' canzoni si creano, piu' somiglianze ci sono perche', a meno di avere la teoria della composizione piantata in testa, e' difficile scrivere nuove combinazioni di note. Certo, mi esasperano Elton John e Bernie Taupin, perche' hanno scritto molte delle piu' belle canzoni che sarebbero potute venire in mente a me, se loro fossero stati rapiti dagli alieni. D'altro canto, studiare la struttura dei loro pezzi e' stato come fare un praticantato d'architettura presso uno dei piu' grandi team di compositori del XX Secolo. Elton conosce le porte da abbattere e i preconcetti delle persone sul perche' suoniamo queste grandi balene dall'aspetto classico chiamate pianoforti invece di una piccola e sexy Gibson appesa al collo. Ma diciamocelo: penso che sia molto piu' difficile essere me che Elton [ridacchia], dato che arrivo vent'anni dopo che  lui e Bernie hanno prodotto gran parte delle cose migliori..."



Tori Amos, la moglie:

"Ho sposato un uomo che capisce il mio rapporto con il pianoforte. E' questo il segreto. Mark sa quando lasciarci soli, e credo che anche a lui piacerebbe stare solo quasi sempre. Ma ha capito veramente. ha notato che, quando ho tempo di andare al piano a fare cio' che ho sempre fatto, dentro me scorrono cosi' tante cose che nemmeno lui sente. Perche' fanno parte del mio processo"


Tori Amos, la madre:

"Ho scelto di inserire Natashya in tutti gli aspetti della mia esistenza, il che puo' risultare difficile per entrambe. E' stata in viaggio dieci mesi e ha gia' fatto un altro tour. Ha lasciato scuola, la sua vita, gli amici. Ci sono conseguenze. Si devono fare sacrifici e, quando alcuni non lo capiscono e ne approffittano, devo rispondere: «Non sono una proprieta' e non lo e' nemmeno la mia famiglia». Devo anche individuare le zone della mia vita che Tash non e' pronta a conoscere. E' molto curiosa del mondo dello spettacolo."

"Non sa perche' non puo' salire sul palco con me."


Tori Amos ed i fan:

"Il rapporto con i fan e' il settore in cui si bara meno. C'e' un accordo. Loro vogliono una persona con cui avere uno scambio. E io posso concederlo. So cosa decideranno. Non e' un problema"

"La domanda chiave e': sai ascoltare? Si impara molto dalle storie delle persone, e capisco che sanno mettersi in relazione con le mie canzoni. Cosi' quando le case discografiche stabiliscono quello che il pubblico vuole ascoltare, mi domando sempre su cosa si basino..."


Tori Amos, la musicista:

"Mi viene sempre da ridere quando un artista dice ad un musicista come deve suonare, senza nemmeno ascoltare che cosa farebbe lui. Per improvvisare sul palco non si possono tenere troppo al guinzaglio i musicisti, altrimenti non sono spontanei. Per riuscirci, pero', bisogna saper stare al passo con loro. Il che significa esercizio, esercizio e ancora esercizio."


Tori Amos, il produttore:

"La cosa piu' difficile che ho capito facendo il producer, e' che si deve entrare ed uscire, tenendo le orecchie ritte per captare le cose. E'  l'azione migliore che un produttore possa fare in studio; entrare, uscire, entrare, uscire. E' necessario tenere continunamente la mente fresca."

Mark Hawley (marito, socio e tecnico del suono): "Spendiamo molto per fare un album, ma i soldi vanno tutti la. Viviamo bene, pero' il punto e' che le case discografiche sprecano piu' denaro per fare un video di quanto ne investiamo noi per un album. E puoi ritenerti fortunato se quel video passa una decina di volte su MTV. Quelli che gestiscono il budget sono gli stessi che si occupano direttamente del marketing. Video, servizi fotografici... vogliono spendere soldi per quello che fanno. Noi li spendiamo per la musica."




Tori Amos, la donna d'affari:

"Ricordo che un paio d'anni fa, uno dei miei musicisti mi disse: «Credo che la musica dovrebbe essere gratis». Non ero dell' umore giusto per parlare con l'ennesimo genio,pero' ribattei: «Beh, mi hai reso piu' facile capire dove mandare il tuo assegno». «Mmm», fece lui, «che cosa vuoi dire?» Gli risposi: «Non sapevo se inviarlo al tuo indirizzo  o a quello della tua fidanzata ma adesso hai chiarito.»  «Non ti seguo Tor».  «Visto che ritieni che la musica dovrebbe essere gratuita, e' ovvio che non c'e' bisogno di mandarti l'assegno». Il musicista, incredulo, mi fisso'  e replico' con voce terrorizzata «Ma ho dato l'anima!» Lo guardai con calma  «Quindi pensi che tu dovresti esser pagato ma la musica dovrebbe esser gratis?» «Beh si» «E chi credi che ti stipendierebbe in tal caso?» domandai. Ecco il problema: tutti vogliono le cose gratis, pero' nessuno lavora gratis.
La verita' e' che tutti quelli che mi hanno detto che la musica dovrebbe essere gratuita ritengono di dover essere pagati per il loto lavoro, qualunque sia. Trovano insultante che suggerisca loro di lavorare gratis. Di solito si mettono sulla difensiva, e attaccano: «Se non mi pagate dopo un giorno di lavoro, mi state imbrogliando». Li guardo e confermo «Avete ragione».


Tori Amos e la Religione:

"La guardai colpevole: «Sai, Maria Maddalena, non volevo prendermi una cotta per il tuo uomo ». Non mi rispose, cosi' continuai a blaterare: «Sai, forse era James Taylor. Insomma nel 1971 Gesu' e james potevano passare per fratelli. In fondo Gesu' aveva uno che si chiamava Giacomo no?» All' improvviso sentii quella risata profonda,sexy. E nel mio sogno ad occhi aperti Maria Maddalena disse: «Tu non capisci che stai cercando un uomo che tratti le donne in un certo modo... un uomo che voglia un rapporto completo con una donna». Poi spari'"


Tori Amos e gli aborti:

"Esitai e lei continuo': "La Terra disse:  «Ammettilo. hai perso qualche bambino. io ne perdo oggni giorno. capisco il tuo dolore. Quindi abbi fiducia in me». Mi sembrava che io e la Terra fossimo diventate sorelle di sangue. «Sei una grande creatrice, e forse i tuoi figli non hanno forma fisica, e sara' sempre cosi'. Puoi sopportarlo? Di quanto figli sonori hai bisogno? Ne hai centinaia, te ne servono migliaia...quando saranno abbastanza?»«Sai, ci sono persone con figli umani che darebbero qualsiasi cosa per averne uno sonoro». Cominciavo a rendermi conto di chi fossi. Ma ero ancora all'inizio."


Sperling.it
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lunedì, 11 febbraio 2008
Vivono tra Noi...
Wolf ina Sheep Clothing
Poco male...in questo mondo ormai son piu' pericolose le Pecore, abbiam bisogno di buoni cacciatori.


Fonte: Coo-eesfromthecloister.blogspot.com
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