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giovedì, 29 novembre 2007
The Original Bootlegs
X Recensione del Nuovo Corso (25esima Totale) su DeB!

 

Comincio subito con il darvi una bellissima notizia, con questa recensione ritengo completata la Discografia della Rossa presente in DeBaser (qualcosina pur mancherebbe ma vi spiegherò più avanti) perciò fino al 2008, anno presumibile di sue Nuove Uscite vi siete tolti sto peso...

Allora, nel 2005 Tori Amos pubblica il suo meno ispirato Album in Studio e cioè quel "The Beekeeper" prolisso polpettone NeoPop che solo un fan incallito puo' apprezzare e ne fa seguire il"The Original Sinsuality Tour" nella Primavera dello stesso anno e nella successiva Estate il "Summer of Sin".

Dal primo furon registrate nella loro completezza sei esibizioni, quattro negli States e due in Inghilterra e poi pubblicate nel 2006, prima separatamente e poi in cofanetto con il titolo appunto di "The Original Bootlegs", di questa Raccolta Live dunque vi parlerò...

Però prima devo fare un passo indietro per far capire meglio il Senso dell'Opera:

Fino al Tour che seguì "Boys for Pele ('96) la Rossa non si fece mai accompagnare da una Band preferendo esibirsi in solitudine con il suo pianoforte e la prima volta che (escludendo comparse televisive) questò capitò fu nel "Plugged Tour" del '98, da li in poi la Cornflake Girl alternò i due modi di esibirsi dal vivo... nel 2005 la scadenza la vedeva sola soletta lei e la sua compagnia di "Strumenti Tastierati"...

L'esibizione durante questo Show prevedeva essenzialmente cinque parti, la prima basata prevalentemente su canzoni di "The Beekeeper", una seconda dedicata a due Cover (una delle quali scelta dai fan durante gli incontri preconcerto che avvenivano nel pomeriggio) e successivamente Ripresa e due Bis con la massiccia presenza di Classici.

Ovviamente nei sei dischetti questa "struttura" è ampiamente riflessa, magari con piccoli tagli dovuti a questioni di tempo ma la descrizione sopra è fedele a quello che si trova nelle registrazioni, con la precisazione che nella miglior tradizione della Amos ogni disco è molto diverso l'uno dall'altro, come scaletta, perciò il cofanetto nel suo complesso da un'ottima vista sulla sua carriera fino al 2005, riproposta come detto in chiave live, solo Piano (o similia, lei si portava in palco anche una tastiera elettrica ed un organetto) e voce per la maggior parte Unplugged.

Passando alle considerazioni generali il discorso è sempre il solito: è ovvio (considerando anche se si è predisposti per il genere) che esibizioni minimali come queste possono anche "urtare" e non essere gradite perciò è abbastanza chiaro che un'operazione del genere è rivolta per lo più ai fan storici (o comunque a chi avvicinandosi alla Rossa fnisce per esserne totalmente rapito) e non è sicuramente il miglior modo per avvicinarla da parte di un Neofito a cui comunque consiglio sempre e fino alla morte di ascoltare (in ordine cronologico) gli Album dei '90, compreso "To Venus and Back" del '99 dove il secondo disco "Live, Still Orbiting" offre una bella esibizione questa volta con tanto di band.

Piccolo discorso a parte meritano le Cover proposte perchè è divertente osservare i vari passaggi che Tori compie da genere a genere (influenzata anche nel 50 per cento dei casi dalle scelte dei suoi fan... ovvio). Lascio comunque alle singole sensibilità le valutazioni mettendo una piccola Lista delle più curiose lasciando un pò di sorpresa sulle altre:

I Ran (A Flock of Seagulls)
Don’t Look Back In Anger (Oasis)
My Favorite Things (Rodgers & Hammerstein / Sound of Music)
Total Eclipse of the Heart (Bonnie Tyler)
Like a Prayer (Madonna)
Livin’ On A Prayer (Bon Jovi)

Nella speranza che i parecchi Link proposti (li ho messi perchè essendo una sorta di tirare le somme DeBaseriana sulla Tori mi sembrava bello dare un pò di materiale) si aprano (li metterò nei commenti altrimenti) chiudo dicendo che in questo ultimo anno ho proposto recensioni sul materiale meno noto della Rossa perchè i Classici eran già tutti recensiti e ho incluso oltre a Live e Raccolte anche due Singoli che nella sua Discografia Ufficiale son inseriti come EP,a dire la verità ce ne sarebbe un altro "Professional Widow che è un Rmx di Van Helden ma dato che c'è più lavoro del buon Armand che non di Tori, in sto dischetto, caso mai lo recensirò (molto) più avanti accreditandolo al primo.

Poi mancherebbe anche "Y Kan't Tori Read, Album del primo Gruppo della Rossa, ma visto che è stato da lei disconosciuto io obbedisco alla mia Dea e lo lascio fare eventualmente a qualcun altro.

Ho concluso (solo con Tori eh...)

Mo.

 

Immaginato da/Imagined by CaptainHowdy| link |commenti (3)| Cose Preziose/Precious Things: music pictures, music reviews, tori, debaser
mercoledì, 28 novembre 2007
Omaggio a Douglas Adams, Autostoppista Galattico
"Aspetto assai importante: l'idea alla base della "Guida Galattica" è considerata come il "prototipo concettuale" della stessa Wikipedia." (da Wikipedia)

http://www.abc.net.au/science/slab/searching/img/doug.gif


E' difficile definire l'umorismo di Douglas Adams, in bilico tra il Non-Sense tipicamente Britannico ed una profonda conoscenza filosofica delle cose della vita, lo scomparso autore radiofonico e scrittore inglese si puo' definire come uno dei Padri Fondatori della Letteratura FantaUmoristica e la sua celebre The Hitch-Hiker's Guide to the Galaxy (Guida galattica per gli Autostoppisti) insieme ai vari seguiti sta li a ricordarlo come una Pietra Miliare nella Storia della Letteratura di Evasione (e non) di sempre, e va ben oltre anche all' Arte Letteraria.

Le avventure surreali del Terrestre Arthur Dent e dell' Alieno Ford Prefect esuli galattici (di tempo e di spazio)  e veri ricettacoli di avvenimenti catastrofici sono infatti da considerare come punto di partenza di tutto l'umorismo legato al genere Fantascientifico.

Nata come programma Radiofonico di successo per la BBC  e poi trascritta in versione cartacea "la Guida" ad ogni lettura ricomincia da capo con nuovi aspetti e spesso pare vivere un'esistenza propria indipendente e tutto questo anche agli occhi di noi non inglesi (nonostante il tipo di  Humor proposto  sia aggressivamente British) e lascia stupefatti perche' a quasi 30 anni dalla sua uscita crea ancora spunti interessanti ed attuali.

Nonostante queste premesse non e' da considerare una lettura totalmente facile perche' Adams si diverte a depistare i lettori bombardandoli di continui  non sense, giochi di parole e veri e propri viaggi onirici rivelando totalmente l'intero intreccio spesso solo nelle ultime pagine, lasciando ogni volta il finale aperto per i sequel, ma tant'e' che la formula funziona e le perplessita' spariscono sempre con la fine della lettura.

Sviluppata inizialmente su due libri "Guida Galattica per gli Autostoppisti" e "Ristorante al termine dell' Universo", il successo spinse gli Editori a insistere con l'Autore ad allargarel'Opera che divenne alal fine, come lo stesso Adams la defini' "Una Trilogia di Cinque Parti", fondamentali comunque personalmente sono i primi tre libri,ma anche gli altri due sono piacevoli, qui la lista:

Nato nel '52 Adams mori' nel 2001 in seguito ad un attacco cardiaco, molti sono convinti che stesse lavorando ad un sesto volume ma questo (giustamente) non lo sapremo mai a meno che un Giorno non lo incontrassimo nel Ristorante al termine dell' Universo...e ne avremmo domande da porgli...



Fonte:Abc.net.au

 


Immaginato da/Imagined by CaptainHowdy| link |commenti (6)| Cose Preziose/Precious Things: books and stories, books pictures
martedì, 27 novembre 2007
Revelations
Piece of MindRevelations, Iron Maiden

"O God of earth and altar
Bow down and hear our cry
Our earthly rulers falter
Our people drift and die
The walls of gold entombe us
The swords of scorn divide
Take not thy thunder from us
But take away our pride"

(G.K. Chesterton: English Hymnal)

Just a babe in a black abyss
No reason for a place like this
The walls are cold and souls cry out in pain
An easy way for the blind to go
A clever path for the fools who know
The secret of the hanged man - the smile on his lips

The light of the blind you'll see
The venom that tears my spine
The eyes of the nile are opening - you'll see

She came to me with a serpents kiss
As the eye of the sun rose on her lips
Moonlight catches silver tears I cry
So we lay in a black embrace
And the seed is sown in a holy place
And I watched and I waited for the dawn

The light of the blind you'll see
The venom that tears my spine
The eyes of the nile are opening - you'll see

Bind all of us together
Ablaze of hope and free
No storm or heavy weather
Will rock the boat you'll see
The time has come to close your eyes
And still the wind and rain
For the one who will be king
The watcher in the ring
It is you



IronMaiden
Rivelazioni

"O Dio della Terra e dell' Altare
avvicinati e ascolta il nostro pianto
chi ci guida sta crollando
la nostra gente vaga e muore
Mura d'oro ci seppelliscono
le spade della derisione ci separano
non privarci del tuo Tuono
ma portaci via l'Orgoglio"

(G.K. Chesterton: Inni Inglesi)

Solo un bimbo in un nero abisso
nessun motivo per un luogo come questo
le mura sono fredde e le anime urlano di dolore
Una via facile da trovare per i ciechi
un sentiero chiaro per i pazzi che conoscono
il segreto del' Appeso, il sorriso sulle sue labbra

La luce dei Ciechi vedrete
il veleno che strappa la mia spina dorsale
gli occhi del Nilo si stanno schiudendo, vedrete

Lei venne a me con il bacio di un Serpente
mentre l'occhio del sole brillava sulle sue labbra
la luce lunare catturo' le mie lacrime d'argento
cosi' giacemmo in un oscuro abbraccio
e piantammo il seme in un luogo sacro
e attesi e osservai l'alba

La luce dei Ciechi vedrete
il veleno che strappa la mia spina dorsale
gli occhi del Nilo si stanno schiudendo, vedrete

Accecaci tutti insieme
illuminati da speranza e liberta'
nessuna tempesta o intemperia
cambiera' il corso delle cose vedrete
il tempo e' venuto perche' chiudiate gli occhi
e fermiate il vento e la pioggia
perche' colui che sara' Re
sta osservando nell' anello
Questo sei tu.



Fonte: Rytmi.com

 

 

Immaginato da/Imagined by CaptainHowdy| link |commenti (4)| Cose Preziose/Precious Things: music pictures, maiden, music lyrics
lunedì, 26 novembre 2007
Due Giorni a Parigi di Julie Delpy
2 days in ParisDue Giorni a Parigi (Deux Jours à Paris) di Julie Delpy (Fra), 2007

Sceneggiatura: Julie Delpy

Attori Principali: Julie Delpy, Adam Goldberg



Una Coppia di nazionalita' mista (lei francese e lui americano) fanno il loro "quasi viaggio di nozze" a Venezia, dopo due anni di convivenza negli States e prima di tornare a casa decidono di passare a trovare per un paio di Giorni i familiari e gli amici di lei, a Parigi appunto, qui una serie di fraintendimenti li porteranno sull'orlo della separazione ma anche a capire che fino a quel momento non si erano ancora conosciuti abbastanza...

L'Opera prima della brava Julie Delpy e' una divertente e romantica commedia giocata sul filo delle diversita' che risiedono nei rapporti tra esseri umani e sull'incontro/scontro di culture cosi' teoricamente vicine (il rapporto tutto Occidentale FrancoAmericano) ma in realta' terribilmente lontane e tutto questo sullo sfondo di una Parigi per una volta non patinata e vista anche nei suoi luoghi meno tipici.

Raccontato a tratti in prima persona e a tratti in filo diretto "Due Giorni a Parigi" e' film godibile dove la Delpy (anche sceneggiatrice) probabilmente da sfogo anche a ricordi e sensazioni autobiografiche, visto che da anni la sua carriera e' sospesa tra i due lati dell' Atlantico e coraggiosamente in pieno stile transalpino non teme di impostare la propria creatura soprattutto sui Dialoghi (bravissimo Goldberg, vero protagonista), sempre arguti e che lasciano molti motivi di riflessione.

Girato a budget ridotto, non e' sicuramente un film destinato a lasciar chissa' che impronta nella Storia ma i poco piu' di 90' Minuti di durata lasciano un Sapore Piacevole in bocca e poi Parigi e' pur sempre Parigi...

Voto: 6,5/10

Immaginato da/Imagined by CaptainHowdy| link |commenti (4)| Cose Preziose/Precious Things: movies pictures, movies reviews
sabato, 24 novembre 2007
A State of Trance 2006
IX Recensione del Nuovo Corso (24esima Totale) su DeB!

A State of TranceArmin Van Buuren, A State of Trance 2006

 

Allora, innanzitutto devo dire che questa è una recensione di protesta...

Protesto perchè la mia Bellissima Recensione di Iron Maiden non è stata nemmeno presa in considerazione e neanche per i Casi Letterari e questo mi ha rattristato alquanto costringendomi per giorni dentro la mia Cameretta a piangere (e tutto il mondo fuori?)...

Perciò se non volete i Maiden beccatevi sta recensione Trance (non Trans, Trance ho scritto...).

Brevemente, la Trance è uno stile musicale elettronico nato nel corso dei '90, diffuso soprattutto da esponenti del Nord Europa (Germania, Gran Bretagna e ovviamente Olanda) e in parte anche negli U.S.A., West Coast (mai sentito parlare di Gabriel & Dresden?) che ha come caratteristiche sonore quelle tipiche dei Martelli da Discoteca (4/4 a nastro e 150 ca. bpm a pedalare...), si sviluppa solitamente su basi remixate, e presenta sviluppi abbastanza semplici, il tutto ruota attorno ad una melodia che si ripresenta in puntate abbastanza regolari, si puo' dire che se il Pop classico si sviluppa nella sequenza Strofa, Ritornello, Strofa etc. etc., la Trance ha come momenti canonici un intro, abbastanza lisergico di solito, seguito da un momento in cui il DJ accende progressivamente tutte le macchinette (su Wikipedia sta fase viene chiamata Groove, a me l'immagine del tipo che riempie di Suoni la base piace di più), poi la Fase Melodica vera e propria con le caratteristiche ritmiche dette prima ed un Outro che in genere ricalca l'Intro, in soldoni è Musica fatta per far ballare la Gente al ritmo dell' Unz Unz che ci piace tanto e se poi sotto c'è una suadente voce femminile tanto è meglio...ultima cosa il nome deriva dalle intenzioni "emozionali" dei primi fautori del genere (che senza dubbio è figlio di secondo Letto della Techno dei primi '90 che ebbe una relazione clandestna con la House dello stesso periodo)

So che dirò una cosa che ai puristi dell' Arte Musicale suonerà eretica ma la Trance vive soprattutto nel momento "Live" dell'esibizione perciò non esistono (o ne esistono ben pochi) Dischi d'inediti ma si posson trovare Raccolte simili a Best of, con la postilla che, teoricamente, per definizione ogni pezzo nasce e muore in Discoteca seguendo lo Spirito del momento del Dj che dipende da vari fattori ambientali e non che mi sembrano talmente logici che non andrò ad elencare...

Comunque di una Raccolta appunto andrò a parlarvi, e in particolare di una di quello che si può considerare il miglior esponente (insieme al connazionale Tiesto) del genere e cioè il Tulipano Armin Van Buuren.

"A State of Trance" è il nome di uno spettacolo radiofonico che il Van Buuren (qui una Biografia.) tiene dal 2001 e questo Disco contiene le migliori Performance del 2006.

Il Doppio Cd contiene qualche pezzo originale del Orange Tranceomane (Trance... capito.. non Trans...) ma soprattutto Rmx di Pezzi Trasmessi ed emoelettricamente modificati (qualcuno immacolato a dire la verità) dal nostro, sotto la lista tanto per farvene un'idea:

CD1 - On The Beach

  1. Mike Foyle - Shipwrecked (John O'Callaghan vs Mike Foyle Club Mix)
  2. Sunlounger - White Sand
  3. Leon Bolier feat. Elsa Hill - No Need To Come Back
  4. Matthew Dekay - Timeless
  5. Karen Overton - Your Loving Arms
  6. DJ Shah - Beautiful (Glimpse of heaven)
  7. Niyaz - Dilruba (Junkie XL Remix)
  8. Basic Perspective - Small Step To The Other Side (Elevation remix)
  9. Zirenz - Edge of Space (Whiteroom Remix)
  10. Jody Wisternoff - Cold Drink, Hot Girl
  11. Incolumis - One With Sanctuary
  12. Jose Amnesia vs. Shawn Mitiska - My All (Flashbrothers Remix)
  13. Envio - For You (Outro Edit)

CD2 - In The Club

  1. Arksun - Arisen
  2. Fable - Above
  3. O'Callaghan & Kearney - Exactly
  4. Kyau vs. Albert - Walk Down
  5. Kuffdam & Plant - Dream Makers
  6. M.I.K.E. - Voices From The Inside (Progressiva Mix)
  7. DJ Governor - Red Woods
  8. Kyau vs Albert - Kiksu
  9. Hiroyuki ODA - Transmigration
  10. Under Sun vs Signum - Captured (Sebastian Brandt Remix)
  11. Mannix vs Kaymak - World Gone Mad
  12. Stoneface & Terminal - Venus
  13. Armin van Buuren - Control Freak (Sander van Doorn Remix)
  14. Thomas Bronzwaer - Shadow World
  15. Giuseppe Ottaviani & Marc van Linden - Until Monday
  16. Armin van Buuren - Sail
Le Caratteristiche "Tecniche" dell'Opera sono quelle tipiche del genere che quindi ho già esposto e penso che i Titoli dei singoli cd facciano capire le sensazioni che il buon Armin vuol evocare (a parte far ballare la gente ovviamente), perciò non spendo ancora parole in questo senso.. ma vorrei dire altro...

Si, insomma come ogni buona Protesta qualcosa di puramente personale devo portarlo no?

Nulla di particolare per carità ma solo quello che a me questo Cd di "Arte Povera" trasmette...

Si, insomma, avete presente quando dovete fare un lungo viaggio in macchina nella Notte e contemporaneamete sognate il Mare e magari fuori piove che Dio la manda, oppure vi ricordate la prima cottarella da Discoteca (dai che c'andavate tutti...) e quegli occhioni blu che ogni volta che sentite un 4/4 a 150 bpm vi scende la lacrimuccia e ancora serate casalinghe in cui ci si annoia di tutto e alle 2 A.M. la vostra F.M. preferita trasmette solo ritmi sincopati e almeno quelli vi tengono compagnia?

Oppure avete presente il motto "Sempre più Commerciale fino alla Vittoria Finale!"?

No... dite che sono malato io?

Forse... ma ora scusate, ho un Mare immaginario che mi aspetta...

Mo.

P.S.: Per non aver altre Recensioni del (e di) Genere invitate in massa gli Editors (quelli di DeBaser eh, non il Gruppo Britannico, simpatici ma con i Maiden non c'azzeccano una cippa) a pubblicare la Recensione di cui parlavo all' inizio...
P.S.2: Per i Link stavolta ce l'ho messa tutta... se non si aprono vorrà dire che sono irrecuperabile...

 

Immaginato da/Imagined by CaptainHowdy| link |commenti | Cose Preziose/Precious Things: music pictures, music reviews, debaser
Gigi!
Ecco la Tabella riassuntiva dell' Ultimo Sondaggio, mi sembra, nonostante il campione Statistico non sia immenso, che ci sia ben poco da commentare...

Nella Colonna a Destra da oggi fino al 23 Dicembre potete votare il Nuovo Quesito (stavolta Oscuro e Generazionale...)!


Il Peggior Cantante Italiano:
voti : 21
Eros Ramazzotti
voti 1 (4.76%)
Gigi D'Alessio
voti 17 (80.95%)
Jovanotti
voti 2 (9.52%)
Nek
voti 1 (4.76%)

 

 

Immaginato da/Imagined by CaptainHowdy| link |commenti (12)| Cose Preziose/Precious Things: the world, polls, music and stories
Iron Maiden & Dylan Dog
Recensione che non mi e' stata pubblicata su DeB...




...
 
E lunghe ore a ingannarci così
a dire lui e lei, sempre gli altri
e i palliativi sono sempre tanti
per non ammettere che siamo qui
e Charlie Brown e Mafalda e la scuola
storie un po' vere a volte inventate
nei pomeriggi d'inverno e d'estate
di strani voli su una parola.
 
Quando cantavo Plaisir d'amour
tu mi guardavi e ridevi più forte
non lo capivi che ti facevo la corte
o forse capivi e la furba eri tu
e mi hai sospeso su un filo di lana
e mi ci terrai ancora per molto
giovane amore, fiore non colto
o forse si, ma da un'altra mano.
 
E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene
a volte credo di esserne certo
a volte invece sembra tutto uno scherzo
fuggono gli occhi come falene
amica mia sorella speranza
quello che vuoi io non ti dirò
quello che voglio non sentirò
quello che c'è dietro l'indifferenza.
 
E tutto è morto e tutto è ancor vivo
e solamente tutto è cambiato
quello che provo l'ho sempre provato
e credo ancora in ciò in cui credevo
e il fiocco nero è l'unica cosa
che mi è rimasta con la malinconia
ma insieme a questa stanca anarchia
vorrei anche te, amica mia.
 
Ma dimmi tu non è meglio così?
Immaginare ed illudersi sempre
qui ad aspettare qualcosa o niente
qui ad aspettare un no o un si
che in ogni caso sarebbero fine
di tutto questo che almeno è un ricordo
così studiato giorno per giorno
fatto di tanti cristalli di brina.
 
(Tiziano Sclavi)

 

Dylan Dog N. 74: "Il Lungo Addio" (Ita) Novembre 1992, Sergio Bonelli Editore

Soggetto: Mauro Marcheselli
Sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni: Carlo Ambrosini
Copertina: Angelo Stano

 

Tra tutti i numeri di Dylan Dog (267 a questo Dicembre) "Il Lungo Addio" è probabilmente il meno rappresentativo e considerando che il personaggio non è mai stato recensito su queste pagine avrei dovuto sceglierne un'altro ma, si sa, io ragiono più di torace che di cranio e nonostante non sia "cerebralmente" nemmeno il mio preferito della serie (che sono ad ex aequo il numero 61 "Terrore dall'Infinito" ed il 125 "Tre per Zero") ho scelto di seguire il miocardio e parlare di questo numero dal titolo "chandleriano": a voi giudicare poi la validità della mia scelta.

 

Prima però parlami un pochino di Dylan Dog:

Dylan Dog nasce a metà anni '80 dalla fantasia di Tiziano Sclavi e viene pubblicato (con le fattezze di Rupert Everett per la prima volta a fine '86 dalla"Sergio Bonelli Editore", casa italiana specializzata in mensili a fumetti ("Tex" su tutti) e dalla stessa è tutt'ora curato attraverso una serie mensile (che presenta ben tre ristampe) ed un innumerevole numero di edizioni extra la serie ufficiale ("Gigante", "Almanacco","Speciale" etc. etc.). Vive a Londra insieme al fedele Groucho, è un investigatore privato (si occupa di casi "particolari": la dizione ufficiale è "Indagatore dell'Incubo") è un donnaiolo impenitente, anche se lui dichiara di innamorarsi ogni volta, ed è diventato per almeno due generazioni (soprattutto per chi tra gli '80 e i '90  era "gggiuovane") un vero simbolo (come lo era stato il già citato "Tex" per le generazioni precedenti) tanto da esser stato oggetto di attenzioni particolari da parte di stampa, media ma anche da parte di sociologi, psicologi e mondo acacdemico vario: per non parlare dei molti tentativi di censura avvenuti nel primo lustro di vita che scatenarono il leggendario n.69 (ma si sa: tette, culi ed esecuzioni in televisione benissimo, un pò di splatter in carta stampata meno...) e che purtroppo ebbero una ricaduta nello stile visto che con il tempo contenuti e disegni divennero sempre più "blandi" in un progressivo (se pur lento e con la complicità del parziale abbandono di Sclavi dal ruolo di soggettista e disegnatore) decadimento che arrivò alla scarsa qualità di questi ultimi anni: ma almeno fino al '97 è doveroso parlare di "opera sorprendente".

Soprendente per la forza del personaggio: sospeso tra il ruolo di perdente ed eterno sognatore e quello di duro da noir. Per le storie: ricche di spunti non solo orrorifici ma anche di richiami intimisti e/o di attualità (e non parliamo del meraviglioso universo citazionista, a tutto campo, creato da Sclavi). Per i personaggi di contorno, tutti azzeccatissimi: oltre a Groucho si devono nominare per forza Bloch, Wells e la Trelkowsky e non dimentichiamo la serie di abilissimi disegnatori che si sono impegnati negli anni: Claudio Villa, Angelo Stano, Corrado Roi, Bruno Brindisi e altri di grandissimi che magari sto dimenticando...

 

"Il Lungo Addio": Una Recensione "Seria"

Un giorno si presenta alla porta di Dylan Dog una persona particolare: Marina Kimball.

Marina non ha casi da proporre all'indagatore dell'incubo ma si è semplicemente persa e ha bisogno di Dylan Dog per ritornare a Moonlight: il suo piccolo paese. Dylan Dog sconcertato capirà che di fronte ha il suo grande amore adolescenziale e non esiterà a riaccompagnarla a casa in un viaggio che si rivelerà un'esperienza catartica volta a sondare i turbamenti stessi (con tutti i suoi contrasti) del giovane Dylan (e passatemi la citazione...).

Dicevamo che "Il Lungo Addio" è un numero poco rappresentativo e le ragioni essenzialmente sono che è l'unico (almeno in quegli anni) a non aver nessun legame con vicende che si possano accostare al mondo dell'Horror, è l'unico dove si vede il protagonista quando era un ragazzino e soprattutto è l'unico senza nemmeno una delle famose freddure di Groucho. Tutte queste peculiarità si devono al fatto che gli autori (Marcheselli e Sclavi) volevano dare ancor più unicità ad una vicenda che già di per se (essendo puramente una storia d'amore) era una mosca bianca e praticamente fuori dal tipico contesto del fumetto. 

A scanso di equivoci il numero "74" non ha nulla di melenso in se: i sentimenti sono rappresentati "crudamente", senza sconti, con quella ruvidezza che solo l'adolescenza (nel suo essere integralista per definizione) può permettersi: in un certo senso è molto più violenta la civetteria di Marina che non le centinaia di scene splatter viste fino allora nella serie. Questa purezza d'intenzioni è la parte affascinante del tutto, quella che cattura: le paure della giovinezza (splendida la scena in cui Dyland Dog vede l'orrore che è intrinseco nell'invecchiare, le inquietudini nel vedersi diversi e la stessa forza dicotomica che spinge ad esserlo per forza, la non accettazione di se e il voler non essere escluso da nessun "meraviglioso" universo sono le varie tematiche proposte con una semplicità disarmante che dimostra un'abilità poetica non indifferente ed una capacità assertiva nel riuscire a narrare sentimenti universali senza esser mai banali.

E' impossibile leggere "Il Lungo Addio" e non percepire che si sta narrando qualcosa che appartiene a tutti quanti e che però per tutti rimane intimo. Come ritrovare un ricordo di gioventù che si pensava perso e scoprirne il cambiamento di significato: da cosa preziosa a cimelio da conservare ognuno nel proprio Sacrario...

 

"Il Lungo Addio": Un pensiero illogico di Mo.

La Fragilità è la cosa più terrorizzante: nulla è più pericoloso di un essere indifeso. Quando si è giovani non lo si capisce, quando si è vecchi si rimpiange di non aver affrontato il mostro. Come San Giorgio contro il Drago. Perchè e' il profumo stesso di un'anima da salvare che può portarti alla perdizione e li nessun dio potrà mai salvarti sia che tu ne sia consapevole sia che tu venga ingannato da una parvenza di purezza.

Ogni giorno che passa lento ed ogni altro che se ne va via veloce è pieno di trabochetti ed insidie: e la belva è bravissima a nascondersi pure dietro ad un malinconico sorriso. Ed è divertente come al tramontare del sole si venga travolti dalla nostalgia del pericolo e si vorrebbe tornare indietro ad affrontarlo nel suo, oscuro, antro...e magari un millennio dopo ritrovarlo e accorgersi che si trattava solo di un malconcio agnellino. Ma quando si è giovani lo sguardo è portato ad essere facilmente ingannato mentre tutti gli altri ridono. 

Vedere la bellezza e uscirne vivi è cosa da serbare come nella propria aiuola per non farla sfiorire: ma quanto rimpiangi quella pianta carnivora travestita da margherita?

 

C.G. (Girlanachronism)

 

"Posso leggere la Bibbia, Omero o Dylan Dog per giorni e giorni senza annoiarmi" (Umberto Eco)



Recensione che non mi e' stata pubblicata su DeBaser, ed il cui Link (sotto,non apribile) e' stato censurato dagli amici DeBaseriani:




 

 

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giovedì, 22 novembre 2007
Il Caso Thomas Crawford di Gregory Hoblit
fracture
Il Caso Thomas Crawford (Fracture) di Gregory Hoblit (U.S.A.), 2007

Sceneggiatura: Daniel Pyne, Glenn Gers

Attori Principali: Anthony Hopkins, Ryan Gosling, Rosamund Pike, David Strathairn, Billy Burke



Acclamato dalla critica e snobbato (ingiustamente) dal pubblico "Fracture" del quasi esordiente Hoblit fa rinascere quel vecchio stile Giallo tanto caro a tanti cinefili amanti delle trame OldStyle, magari ingarbugliate e discutibili ma molto, molto ,molto avvincenti.

Avvincente dall' inizio alla fine e' infatti questo Film che arriva in Italia in sordina soffocato dai classici blockbuster nostrani (e non credo, per pieta' ,che serva citarne alcuno) ma che ci regala un'altra affascinante interpretazione del "nostro" Hopkins, malvagio, di nuovo...e finalmente dico io!

Lui e' un ricco imprenditore che scopre la tresca tra sua moglie ed un Detective di Polizia e decide di uccidere la consorte e senza troppi complimenti le spara (ma non riesce ad ucciderla, mandandola "solo" in coma) e si fa arrestare dallo stesso agente, prima confessando e poi una volta in carcere ritrattando tutto..e qui arriva in scena il coprotagonista, un giovane avvocato ambizioso che lavora come Pubblico Ministero ma ha ben altri Progetti e un po' di malavoglia accetta di reggere la Pubblica Accusa..cominceranno qui i suoi guai..

Regia sobria,interpreti credibili (compresa la Pike nel conturbante ruolo dello Squalo in Carriera...e su questo la sceneggiatura si concede una nemmeno tanto velata critica al sistema legale Americano che non svelo...), la Pellicola forse pecca verso la fine quando i nodi dovrebbero venire al pettine e forse arrivano troppo in la, un accorciatina di una decina di minuti non sarebbe stata male...poi e' ovvio, se si sta a cavillare anche l'intreccio ricorre a degli espedienti non proprio credibili ma si sa..e' Cinema percio' perdoniamo questi peccatucci veniali perche' "Il Caso Thomas Crawford" regala Suspense di ottima fattura, tenendo incollati gli spettatori anche sui piccoli particolari.

Da rivedere l'emergente Gosling qui forse un po' troppo sopra le righe ma i "duetti" con Hopkins son comunque di buona fattura (grazie soprattutto ala secondo a dire la verita'...ma era inevitabile).

Per gli Amanti dei Gialli "di una Volta" e non...

Voto: 7/10



 

 

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mercoledì, 21 novembre 2007
E ti Vengo a Cercare




Post Dedicato alla mia Amica Maledimiele e lei sa perche'.
(In amicizia ovviamente..non siate maliziosi)



fisiognomicaE Ti Vengo a Cercare di Franco Battiato

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.


battiato


Fonte: Rollcage.it

 

 

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martedì, 20 novembre 2007
Lettere a Pratile, Prologo
Tra le Valli, Due Anni Orsono. Piovoso.

La distanza e' proprio come te la immagini, il problema e' che finche' rimane fisica puo' andar anche tutto bene, insomma tu te ne stai li tranquillo con la tua pancia all' aria e fai finta che la tua vita da eterno insoddisfatto vada secondo i piani, che le occasioni che hai mancato sian state frutto di pura casualita', simpatici scherzi del destino insomma...

La differenza invece si nota quando cominci a capire che la persona che ti sconvolgera' sotto forma di minuti che passano veloci e' li che ti attende con i suoi meravigliosi occhi di ghiaccio, tra Noia (di la verita' ti annoiavi e ora che non ci sono piu' succede ancor piu'...) e Palliativi.

Insomma, e' come svegliarsi la mattina durante un Inverno qualsiasi e capire che la fine della tua tranquillita' si sta avvicinando rapida e non hai la minima idea di che aspetto possa avere, sai solo che ne rimarrai affascinato inesorabilmente e che lei per Paura alla fine di gettera' via.

Lo leggi tra le foglie del The' che si aprono nella tua tazza a colazione, lo vedi nei visi degli sconosciuti, lo capisci da chi ti e' vicino e dalle mani di chi firmera' la tua condanna.

Questo' e' il  valore aggiunto della distanza...maledire il giorno e il luogo in cui sei nato perche' non son stati abbastanza vicini ai suoi, imprecare per non esser stato nel luogo e nel momento giusto per cambiar le cose e far si che le difficolta' oggettive che finiranno per annientarti non abbiano mai ad aver luogo.

Il Tempo, la Distanza, la Stanchezza di veder una Creatura Meravigliosa triste solo perche' il Destino non ti ha messo nelle sue coordinate prima, il Tempo e la Distanza.

Arrivai da Lontano, accecato dal Sentimento piu' puro che avessi mai provato.

Questa e' la Storia delle Lettere di Messidoro a Pratile e di lei che non rispose mai...





 

 

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lunedì, 19 novembre 2007
Espiazione di Joe Wright
Espiazione
Espiazione (Atonement) di Joe Wright (Gbr), 2007

Sceneggiatura: Christopher Hampton

Attori Principali: Keira Knightley, James McAvoy, Romola Garai, Saoirse Ronan, Vanessa Redgrave


Ci sono Film su cui e' inutile persino sprecare troppe parole, alcuni perche' impresentabili, altri perche' magnifici e destinati a rimanere per lungo tempo nel nostro immaginario (per sempre non so...sara' lo scorrere delle Stagioni a stabilirlo).

"Atonement" di Joe Wright ("Orgoglio e Pregiudizio") fa parte della Seconda Categoria e si candida ad essere considerato finora (almeno personalmente) miglior Film della Stagione e forse anche dell' anno solare.

Come dicevo scrivero' poche righe solo di presentazione perche' a parte tutti i pregiudizi legati al Genere (lo stesso libro di Ian McEwan nonostante non sia nelle mie cord mi piacque assai) "Espiazione" e' film di Grande Respiro dove si possono trovare cosi' tanti spunti che non vorrei rovinare future vostre visioni (chi lo ha gia' visto invece sa di cosa sto parlando e penso sara' d'accordo).

Infatti dalla Sceneggiatura in parte legata ai classici di Genere (Amore e Guerra) inglesi e dall'altra spregiudicatamente contemporanea con certe trovate che ( e non penso di sparare un' eresia) non hanno nulla da invidiare ad un Tarantino d'annata fino alle ambientazioni curatissime passando per le grandissime prove d' attore sia della Knightley (adorabile al solito) e di McAvoy "Atonement" convince in tutto e lungi dall' essere giustamente parte del filone sentimentale, commuove senza bisogno di troppo miele...

Da spendere una parolina anche per il Regista che senza troppo strafare e usando benissimo tutti i mezzi dategli a disposizione riesce a tirare fuori ancora una Pellicola emozionante.

Consigliatissimo insomma ed ultima cosa da dire e' la (in parte amara) considerazione di come il Cinema Britannico riesca ancora ad esprimere tali altissimi livelli...soprattutto se si paragona alla situazione di casa nostra...

Voto: 8,5/10

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sabato, 17 novembre 2007
La Danza del Lampone/Raspberry Swirl
Nuova Natura Viva da oggi, dopo i Maiden ho scelto l'altra mia meta' del Cielo...

Glastonbury '98, Tori, il suo Dolore, la sua Band...


New In Motion Life from today, after Maiden i choose "other half" of my Sky...

Glastonbury '98, Tori, her Pain, her Band...



Tori Amos - From the choirgirl hotel - Front

 

 

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venerdì, 16 novembre 2007
The Bourne Ultimatum di Paul Greengrass
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The Bourne Ultimatum di Paul Greengrass (U.S.A.), 2007

Sceneggiatura di Tony Gilroy, Scott Z. Burns, George Nolfi

Attori Principali: Matt Damon, Julia Stile, David Strathairn, Albert Finney, Joan Allen



Dall' uscita del primo film della Serie nelle sale ho sempre pensato che Jason Bourne potesse incarnare quello che 007 non e' stato piu' capace di rappresentare nell' immaginario collettivo del pubblico di questo inizio millenio e cioe' quella Spia si, piena di conflitti interiori ma terribilmente bastarda e senza troppi scrupoli che quando e' in ballo la propria sopravvivenza o il proprio obiettivo diventa spietatissima, questo terzo film dedicato alla Creatura creata da Ludlum conferma in pieno la mia sensazione.

Volendo esser brevi potrei mutuare un termine che ricorre nella maggioranza delle recensioni lette in questi gioni su questo film e cioe' "Intrattenimento di Gran Classe" e questo effettivamente e' "The Bourne Ultimatum", un gran bel film d' azione come non se ne fanno (troppo) pochi in questi tempi, concreto, emozionante, girato benissimo, supportato da una buona recitazione e con un paio di colpi di scena e trovate narrative per niente male.

Che l' inglese Paul Greengrass sia un grande regista (dotato tra l'altro di una capacita' di usare la camera a mano piu' unica che rara) non lo scopro certo io, che il neo regista Gilroy ("Michael Clayton") qui ancora solo allo screenplay sia un signor sceneggiatore idem e la conferma dello stesso Staff Tecnico del Secondo Episodio della Serie giova alla Pellicola creando momenti che dal punto di vista narrativo non hanno nulla da invidiare in quanto intensita' ad opere ben piu' colte (almeno sulla carta..).

Poi se aggiungiamo che Damon magari non sara' un attore memorabile ma ha una faccia di legno (ed un fisico invidiabile) che si presta benissimo al ruolo l'analisi e' servita.

Cinema Leggero ma fatto da Dio e aspettative ben ripagate, una lezione  di Umilta'  (e anche di tecnica cinematografica, perche' no?) per chi si considera "artista" solo perche' di nicchia...

Voto: 7,5/10

 

 

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giovedì, 15 novembre 2007
I Get Wet
VIII Recensione del Nuovo Corso(23esima Totale) su DeB!

I Get WetAndrew W.K., I Get Wet

"Questa Recensione è un Doppione." (Un DeBaseriano a Caso)

"We want fun and you better believe it!
We want fun 'cos we desperately need it!
We want fun, but you don't understand...
... you gotta HEY! HEY! HEY! HEY! make me a man!
" (Andrew W.K.)

A poco più di un anno dalla mia "Nascita DeBaseriana" mi concedo una Recensione puramente fancazzista perchè due giorni fa stanco di ascoltare cose autunnali ho deciso di concedermi qualcosa di pura evasione e visionando la mia collezione è saltato fuori questo "I Get Wet" della Meteora, dal Passato oscuro e dal Futuro incerto, "Andrew W.K." (2001).

Ancora una volta partirò dalle conclusioni:

questo Disco è talmente irrilevante dal punto di vista artistico e così smaccatamente derivativo che ascoltandolo viene solo voglia di saltare in giro per casa e trovare qualcosa da frantumare fragorosamente, chiarito sto punto, ammettendo che questo è lo scopo dichiarato dell'Autore e unendolo al fatto che durante una festina, anni fa, mi sono procurato una ferita lacero-contusa al capo ballando (?) "Party Hard" sarò molto accondiscendente verso "l'Opera"... e fanculo l'obiettività, ma non è cosa a me nuova penso...

La biografia del tipo è abbastanza fumosa e riassumendola dice che a 4 anni sapeva già suonare il Pianoforte, che a 13 aveva già collaborato con molti gruppetti della sua città (Stanford, California) e che a 22 pubblicò la sua Opera Prima, "I Get Wet" appunto, che fu un inaspettato successo di pubblico visto che il buon Andrew saltò praticamente fuori dal nulla, negli anni successivi rilasciò altri dischi, che non replicarono le fortune del primo, ma mi fermo qui perchè c'è ben poco da sapere oltre, visto che lo stesso musicista fa filtrare ben poco di lui.

Parlando del disco non occorre certo essere fini intenditori per capirne i propositi, "I Get Wet" vuole solo divertire, far ballare (?) e portare per una volta alla ribalta delle Cronache quella Generazione sospesa tra l'essere un pò Weird e un pò Nerd, decisamente Loser insomma (ho messo troppi inglesismi?) e anche fare un pò di bei soldini ovviamente, grazie a tutti quei ritornelli fastidiosamente Pop che Andrew W.K. mette in mezzo a ritmi decisamente serrati che invitano ad un sano moshing senza troppi complimenti.

Fastidiosamente certo, però essendo noi umani non ci si deve stupire se poi sotto la Doccia o per Strada ci si ritrova a canticchiare lil motivetto della Kissiana "She is Beautiful".
Citati i Kiss si è fatta molta dell' "Opera", se poi si aggiunge un pò di attitudine elettro, la si combina con un pò di FM Punk e si mescola il tutto con una propensione all'inutile eccesso si ha "I Get Wet" bello che formato ma è anche inutile citarne le influenze basterebbe dire tre parole: Ignorante, Ignorante, Ignorante... ma con gusto del Divertimento, spensierato e molto, molto, molto cazzaro...

Si, insomma un Disco prescindibile che non da niente alla Storia dell Musica ma, bisogna ricordarlo, non ne ha neanche la lontanissima intenzione ed il ritornello di "We Want Fun" che cito all'inizio sta li a scolpirlo ben chiaro nelle Mente.

Ecco, se avete una Festina da organizzare ve lo consiglio e ora mandatemi pure affanculo.

Mo.

P.S. in tutto questo non vi nascondo che le Tre Stelle le darei solo per la Copertina.... 

 

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mercoledì, 14 novembre 2007
Moto Rettilineo ed Uniforme, Parte Seconda (Riciclare VI)
...

Come se bastassero dei puntini di sospensione...

Nella infinita ricerca di gesti teatrali sfugge il senso della bellezza di essere uniformati.

Continua a bussare alla mia porta la voglia di essere Malvagio (come abbracciare il lato oscuro della Forza) e mica ho tanta voglia di lasciarlo fuori.

Povera Creatura Simbionte creata ad Arte per rendere complesso quello che semplice non vuole rimanere e se solo basta uno sguardo per farmi tutto questo credo che la ricerca sara' piu' difficile di quello che credevo...o forse no, magari e' li, proprio dietro l'angolo tra Giorni tutti uguali e Minuti sprecati tra puntini di sospensione...

Ora un minuto e poi un'altro, a voi la scelta del Ritmo, consiglio un 5/4.

Ma e' solo il moto che mi desta preoccupazione, e se e' vero che scivolo su di una retta vorrei reclamare almeno il diritto ad una  Scelta tra le possibili, tranquillizzando tutti sulla poca spettacolarita' di alcune di esse.

Ma non puo' essere solo questo a turbare i miei pensieri, deve essere qualcosa di fisiologico che mi ammorba se tra i Mesi Rivoluzionari solo uno e' ancora nella mia testa.

Una infinita sequenza di attimi che mi dividono da Due Inverni fa e credono nella Potenza dell' essere ermetico, vorrei dire tutto e finisco con il dire niente, alzi la mano chi ci ha capito qualcosa...gia' puntini di sospensione come se delle citazioni non ne aveste gia' abbastanza.

Uno,due, tre e sono ancora qui, se solo sparire potesse servire (rima cacofonica lo so...)

Essere (come il verbo) Darkeggiante ma Commerciale, tutto e'  Media e nulla si scinde, Pratile se ne e' andata, i Cattivi pensieri no...

...

 

 

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martedì, 13 novembre 2007
Sapori e Dissapori di Scott Hicks
Sapori e DissaporiSapori e Dissapori (No Reservations) di Scott Hicks (U.S.A.), 2007

Sceneggiatura: Carol Fuchs e Sandra Nettelbeck

Attori Principali: Catherine Zeta-Jones, Aaron Eckhart, Abigail Breslin, Patricia Clarkson

Spigliata, divertente, senza grosse pretese questa Nuova Commedia che parla di Cucina (a quando un Film sulle Trattorie Italiane?) lascia alla fine della visione un piacevole Sapore in bocca (e scusate la Metafora) nonostante la banalita' sconcertante della trama e qualche inesattezza sul tema trattato, la Gastronomia appunto...

Lei e' una affermata e nevrotica Chef di Manhattan, lui uno spigliato e sornione Secondo Chef che non ha mai colto l'occasione di una Promozione, terza incomoda la nipotina di lei improvvisamente rimasta orfana, secondo voi come puo' andar a finire?

Nonostante questo terribile intreccio il Regista ci risparmia inutili affondi melensi mantenendo il tutto abbastanza sobrio e leggero e gia' questo visto il Genere e le aspettative del Target e' molto.

Per il resto la Zeta Jones incantevole come al solito, un Eckart che gigioneggia ma non vuol strafare come di norma e la piccola Breslin migliore interprete (ma non si tratta di bimba prodigio, alla fin fine con tal concorrenza non era cosi' difficile esserlo..).

Da Vedere con Mogli, Fidanzate e Affini.

Voto: 6/10

 

 

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domenica, 11 novembre 2007
Messaggio di Servizio.
Il Blog non pubblichera' nessun Post ne oggi ne domani in doveroso Silenzio a causa dei fatti di Arezzo dove ha perso la vita Gabriele Sandri, rivolgiamo inoltre le condoglianze alla famiglia di Gabriele in questo triste e assurdo momento.

Ci Auguriamo inoltre che venga fatta piena luce sulle cause che hanno portato alla Tragedia.

La Notizia.

 

 

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sabato, 10 novembre 2007
Romania fa Rima con Etnia?
Pubblico un articolo di Valerio Evangelisti (il testo originale lo trovate Qui) che riguarda recenti fatti di Cronaca.

Romania fa rima con etnia?

di Valerio Evangelisti

RomaniaBandieraBucata.gifL’identità dei rumeni è tale da rendere difficoltose le campagne d’odio razziste cui siamo ormai abituati. Sono di pelle bianca. Sono in maggioranza di fede cristiana (sia pure nelle variante greco-ortodossa). Parlano una lingua che discende in linea diretta dal latino. Fanno parte dell’Unione Europea.
Non si possono applicare loro, insomma, i consueti alibi che giustificano il razzismo dilagante in questa porcheria di paese: lo “scontro di civiltà”, la “lotta al terrorismo”, la differenza di culture, e via delirando. I rumeni si chiamano così proprio per l’impronta lasciata loro dall’annessione a Roma – ammesso che simili argomenti abbiano un senso. Anzi, quando l’impero romano era ormai scomparso, là se ne teneva vivo un brandello. Dico questo per prevenire le obiezioni delle canaglie fasciste, sempre pronte ad asservire la storia per giustificare i propri delitti. Non vi serve cercare Dna particolari. La Romania era ed è più latina di quanto non lo sia l’ipotetica “Padania”. Se siete fascisti, siatelo fino in fondo. Se siete “padani”, andate affanculo. Da bravi barbari, vi bevete l’acqua del dio fiume, con larve annesse. Prosit!

Veniamo al caso che invade le cronache. Un rumeno, per la precisione un Rom, violenta e uccide una povera donna. Dove abito io, l’ultima violenza carnale di una lunga serie è stata commessa, se ricordo bene, da un calabrese ubriaco. Non mi risulta che, per questo, la Regione Emilia-Romagna abbia rotto le relazioni con la Regione Calabria, né che si sia scatenata una caccia al calabrese.
Invece, se le cronache dicono il vero, il governo Prodi avrebbe richiamato l’ambasciatore in Romania. Non so se la notizia sia fondata, però ho visto Walter Veltroni, segretario del futuro Partito Democratikkko e sindaco di Roma, lamentare a Ballarò che i rumeni in Italia sono troppi (riecheggiando Beppe Grillo, altra brava persona), e rivendicare con orgoglio la distruzione delle loro baracche (dove siano finite le famiglie degli “sfollati” non si sa). Intanto, grazie anche alle indirette istigazioni dello stesso Veltroni, squadre di “giustizieri” sprangavano rumeni qualsiasi mentre, carichi di borse, uscivano da un supermercato, e distruggevano un negozio di “specialità dalla Romania”. Il Giornale applaudiva questa reazione spontanea delle masse.
A mia conoscenza, mai il governo degli Stati Uniti ha convocato diplomatici italiani per rinfacciare loro ciò che stavano facendo, in territorio americano, gli affiliati alla Mano Nera o a Cosa Nostra. Pescava i colpevoli, se ci riusciva, e li sbatteva in galera.
Solo da noi si fa ricadere un crimine su un popolo intero, e si prende a pretesto un delitto per criminalizzare una nazionalità nel suo complesso. Che i rumeni si consolino. Prima era già accaduto agli albanesi, ai nordafricani, ai polacchi, agli “slavi” in genere, ai meridionali. Nel Medioevo, i Veltroni di allora (o i Fini, o i Casini, o i Berlusconi, o i leghisti del tempo) imprecavano contro gli ebrei, che dissanguavano bambini cristiani. La - da me non tanto - compianta Oriana Fallaci inveiva contro i somali, rei di sporcare Firenze. Ogni epoca ha il suo stronzo, e la sua vittima.
Tornando ai rumeni, delinquenti per vocazione genetica, cos’abbiamo fatto noi a loro? Una qualche reciprocità esiste.
Era appena caduto il regime di Ceausescu e già migliaia di “imprenditori” italiani (chiamiamoli con il loro nome: “padroni” e “padroncini”) si fiondavano in Romania, come in altri paesi dell’Est, alla ricerca di manodopera sottopagata. L’avvilente epopea di questi tristi avventurieri è appena stata narrata da Andrea Bajani in un bellissimo romanzo, altamente consigliabile: Se consideri le colpe, Einaudi, 2007. I “portatori di progresso” italiani si rendevano complici di un doppio crimine: togliere lavoro in Italia e instaurare lavoro schiavistico altrove. Intanto un paese, sottratto a una dittatura ma lasciato nelle braccia del neoliberismo più brutale, assisteva a un degrado progressivo, e diventava tra i massimi esportatori di delinquenti e, soprattutto, prostitute. Nessuno, come i clienti di queste ultime, apprezza i benefici del capitalismo. D’altronde la merce è varia: un volo aereo e c’è, alla periferia di Timisoara, un bordello in cui sono in vendita minorenni dei due sessi. I padroncini vi si affollano.
Fa comodo la miseria altrui, purché resti a casa propria. Se viene qua, si trasformerà in puro accidente o in scelta criminale.
Che schifo! Che paese (o etnia, a questo punto?) di merda è diventato l’Italia!

 

 

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venerdì, 09 novembre 2007
Do You Believe in Shame?
Secondo voi a chi pensavano quando scrissero sta canzone?

DuranDuran_UK_PressKit_1981
Do You Believe in Shame?, Duran Duran

Do you believe in love?
Do you believe in shame?
And if love can conquer all then why do we only feel the pain?

I heard you speak my name, heard you singing The Stones,
Maybe heard you laughing in a line of static on my telephone

So why your eyelids are closed, inside a case of rust,
And did you have to change all your poets fire into frozen dust?

I've tried to justify it, to learn from your mistake,
But where's the stupid lie that has to make it's point -
With such a pointless waste.

Come out...

Do you believe in shame?
Do you believe in love?
And if they taste the same would you love again or abandon both?

I don't think I ever can, believe my friend has gone,
Keep saying it's alright,
I'm going to bring you back but I know I'm wrong.
There's nothing I can say, there's nothing left to do
It's just that lately I feel so damn lonely when I think of you

And it may seem selfish now, but I'll hold on to the memory
Until all this fear is washed away

Do you believe in love?
Do you believe in life?
'Cos I believe a little part of you inside of me will never die..

'Cos I Believe a little part of you inside of me will never die..
'Cos I believe a little part of you inside of me will never die..
'Cos I believe a little part of you inside of me will never... die.


duranduran1
Credi nella Vergogna?

Credi nell' Amore?
Credi nella Vergogna?
E se l'Amore puo' conquistare tutto perche' sentiamo solo il dolore?

Ti ho sentito chiamare il mio nome, ti ho sentito cantare i Stones,
forse ti ho sentito ridere in un momento morto al mio telefono.

Allora perche' le tue ciglia sono chiuse, dentro ad una scatola di ruggine
e hai trasformato tutto il tuo fuoco poetico in polvere gelata?

Ho tentato di giustificarlo, di imparare dal tuo errore,
ma dov'e' la stupida menzogna che non ha portato a niente
causando solo inutile spreco.

Esci allo scoperto...

Credi nell' Amore?
Credi nella Vergogna?
E se fossero uguali ameresti o abbandoneresti entrambi?

Non penso che potrei mai, credere che il mio amico se ne sia andato,
continuare a dire che va tutto bene,
sto per riportarti indietro ma so che e' un errore.
Non c'e' niente che possa dire, non c'e' niente lasciato di intentato
e' solo cosi' tardi che mi sento dannatamente solo quando penso a te.

E puo' sembrare egoismo ora, ma lo terro' nella memoria
finche' tutta questa paura sara' lavata via.

Credi nell' Amore?
Credi nella Vita?
Perche' credo che una piccola parte di te dentro me non morira' mai...

Perche' credo che una piccola parte di te dentro me non morira' mai...
Perche' credo che una piccola parte di te dentro me non morira' mai...
Perche' credo che una piccola parte di te dentro me non morira'...mai




Fonti: Durandurantimeline.com
Jencc.files.wordpress.com

 

 

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giovedì, 08 novembre 2007
Moto Rettilineo ed Uniforme...
Reggo a fatica le emozioni ma piu' mi emoziono piu' so di essere vivo.

Come ogni Autunno che si rispetti la Malinconia mi attanaglia e mi rende passivamente insopportabile, di per se il mio essere rampicante gode di questa situazione ma mentre elenco tutti i motivi poco spettacolari che mi legano ancora a questa realta' cerco di essere lievemente coreografico...

...non che le mie uscite di Scena siano altamente pirotecniche perche' c'e' qualcosa in me che mi impedisce la totale immedesimazione, diciamo che sono subdolo, lascio lavorare il Tarlo del Dubbio, d'altronde noi persone invisibili (e tutti i nostri doppi lasciati in giro) siamo cosi', concediamo pochissimo al Teatro.

"ma io sono cosi', cosi' poca apparenza..." (E.M.V.)

Il Problema e' che se Pratile non fosse ancora qui, dentro alla mia Testa e nel mio Cuore la cattiveria che alberga in me se ne starebbe ordinata al suo posto di tranquilla simbionte, invece cosi' vuole il suo spazio e il suo giusto ruolo, percio' se qualcuno deve subirla che almeno quello sia solo io.

Cosi' scelgo pareti, soffitti e pavimenti ed il vuoto attorno, medicine dure ma sincere.

Se almeno ogni cosa che scorgo non mi parlasse di lei...

Invece lei e' sempre con me, fedele Amica Immaginata, tra tutti quella che odio di piu', tra tutti quella che amo di piu', senza celare riflessioni Catulliane.

Gesti Spettacolari ne ho ben pochi Amica Mia e starti lontano mi e' doloroso quanto letale e' averti con me.

Lento e' il mio Moto sulla solita Retta...

Immaginato da/Imagined by CaptainHowdy| link |commenti | Cose Preziose/Precious Things: violettes