Search in my Blog and in my Friends Ones
Cerca sui Link di questa pagina
Search on the links in this page
Vuoi comunicarmi qualche rimostranza in merito al contenuto del Blog? Non riesci piu' a vivere senza di me? O semplicemente vuoi darmi qualche consiglio? Per questo e tant'altro ancora scrivimi pure con fiducia. Rispondero'!
Header Image by/Il Logo del Blog creato da
AbnormAle
Background Image from/L'Immagine sullo sfondo presa da
IAMX set in Graz, PPC 13-12-08 shooted by Captain Howdy
Box Menu Image by/L'immagine dei Box creata da
E.M.V.
Better wiew with/Si legge meglio con:
MGMT "Time to Pretend" Live @David Letterman, from "Oracular Spectacular" 2007
Coming Soon!/In Arrivo!


Canzoni: 1)The Con 2)Soil Soil
Canzoni: 1)Cieli Neri 2)Il Nucleo
Canzoni: 1)Stolen Car 2)Pass in Time
Taxi Ride di Tori Amos
La,la,la,la,la...
Perche' non possiamo essere Cristiani (e meno che mai Cattolici) di Piergiorgio Odifreddi (Ita), 2007, Edizioni Longanesi
| Anni '90: Scegli un Genere Musicale voti : 13 |
|
| Trip-Hop e Drum 'n Bass | |
![]() |
voti 2 (15.38%) |
| Grunge | |
![]() |
voti 6 (46.15%) |
| Post-Rock | |
![]() |
voti 4 (30.77%) |
| Rock Industriale | |
![]() |
voti 1 (7.69%) |

I Simpson,Il Film (The Simpsons,The Movie) U.S.A. , 2007 di David Silverman

Inglese, classe '70, voce Folk, attitudine elettro ed un complesso di inferiorità per la propria (troppo elevata) statura, passatemi il gioco di parole.
Beth Orton esordisce nei primi '90 come voce ospite di progetti elettronici tra cui Orbit e Chemical Brothers (ricordate la leggendaria "Alive Alone" in "Exit Planet Dust"?), con il primo, in quegli anni, intraprende un sodalizio (anche affettivo) che sfocia in "SuperPinkyMandy", album del '93 pubblicato in poche copie solo in Giappone e nel '96 in "Trailer Park", che si può considerare il suo vero debutto e manifesto della "Folktronica", sound che avrebbe caratterizzato tutti i suoi lavori da li in poi, almeno fino al bellissimo "Daybreaker".
"Trailer Park" si inserisce di diritto in almeno due filoni caratterizzanti i '90 e cioè quello dell' Elettronica (Trip-Hop, Drum n'Bass ) e quello ben più classico del Cantautorato Femminile (anche se in questo disco non è autrice di tutti i pezzi), difatti se da una parte le influenze elettroniche (e visto il curriculum erano inevitabili) sono evidentissime dall' altra il Mito della Ragazza Timida con dinamiche folkeggianti, munita di chitarra nella Orton si adagia perfettamente rivelandone la vera natura.
Ma questo non deve ingannare, "Trailer Park" non è album dicotomico ma bensì lineare e suadente e se una delle due influenze dette è posta "a servizio" dell'altra è proprio l'Elettronica che va a fare "substrato" perchè qui alla fin fine siamo di fronte ad un Album Folk, attualizzato alla Moda (brutto termine ma portate pazienza) del tempo ma sempre Folk rimane.
Già dall'iniziale "She Cries your Name" (scritta a quattro mani con Orbit) tutti questi elementi vengono chiariti, se infatti il buon William si diverte a creare un ambiente soffuso, la struggente voce della Ortonquella malinconia tipica del filone folk-cantautoriale battenzando un tipo di suono così particolare da far riconoscere le composizioni "Ortoniane" lontano un miglio. (voce che è tra le mie preferite di quegli anni) e l'accompagnamento basic della chitarra fanno fiorire
Le successive "Tangent" e "Don't Need a Reason" confermano queste caratteristiche e anzi accentuano ancora di più il fatto che sposare suoni (e produzioni) tipicamente elettroniche ad elementi fortemente '70 non era poi tutto questo azzardo e nel loro piccolo apriranno la via a dei momenti di sperimentazione che negli anni successivi avrebbero avuto ampi spazi (tutto questo, in modo un pò più avanguardistico, si può paragonare a quello che in America stava facendo Beck, prima con "Mellow Gold" del '94 e "Odelay del '96). Il tutto rimanendo sempre comunque dentro ai confini se non dell' "easy listening" ("Live as you dream" e "Touch me with your love", per esempio) almeno a quelli della semplicità compositiva, lasciando perdere inutili e poco funzionali divagazioni "ambient", tipiche di certe composizioni "sintetiche" dell' epoca.
Oltre alle canzoni già citate è da segnalare tra i momenti più interessanti la "Philspectoriana" "I Wish i never saw the Sunshine", divertissement dove Orbit sguazza nel suo ambiente naturale (o quasi) e cioè quello dei Rmx (anche se non si tratta propriamente di canzone remixata).
In conclusione un Album piacevolissimo che può essere apprezzato sia dai nostalgici (tra cui il sottoscritto) e sia da chi affronta per la prima volta le due influenze di cui si parlava all'inizio (anzi può essere considerato come un ottimo viale d'ingresso...), mai sopra le righe e soprattutto intriso di una vena malinconica (che a noi tanto piace ,alla faccia di chi chiama "piagnona" qualsiasi artista fortemente introspettiva) mai grottesca, easy ma non scontata (esagero troppo con i giochi di parole?).

I Simpson,Il Film (The Simpsons,The Movie), (U.S.A.),2007 di David Silverman
Si tratta del Video di "Musica", canzone tratta da "Bahamas", ultimo Album dei Ritmo Tribale,1999.

Recensioni Finite nei casi letterari:
30-09-2007 (019/F): Iside, Le Lasagne
Recensione che non è stata pubblicata:
Tiziano Sclavi, Mauro Marcheselli, Carlo Ambrosini & Angelo Stano, Dylan Dog N.74 Il Lungo AddioLink dei miei Approfondimenti su DeBaser:
12-05-2007 Tori Amos: Memories of a Cornflake Girl (Gli anni '90)
Link dei miei Editoriali su DeBaser:
11-07-2007 PostareLa Classifica dei Casi Umani dove io sono entrato grazie a questa Recensione (ma ora non ci son piu' per "restyling"...):
13-01-2008 (33/O): Francis Lawrence, I Am Legend (Io Sono Leggenda)
Emilie Autumn, OpheliacVictoriaindustrial, ovvero l'Arte di sedurre o di far totalmente ribrezzo adoperandosi nel mondo della Musica, questa è la definizione che Emilie Autumn, cantante e violinista americana da della propria Arte.
Ed è prorio così, la dolce o violenta Emilie (sulla quale in DeB è presente anche quest'ottima Recensione di Laced/Unlaced dove troverete un po' di biografia) non ha compromessi e non li pretende nemmeno da chi l'ascolta: "Amatemi od odiatemi " sembra dire, "Trattamemi come una Dea" o "Buttatemi via". Una Sensualità aconvenzionale che trova sfogo nel suo Violino Elettrico e nella sua voce sempre sospesa tra due fuochi: quello del sussurro più intimo e quello della disperazione urlata, dicotomia che si trova anche nella scelta stilistica in bilico tra tradizione ed elettronica (la fusione tra Victorian ed Industrial appunto...) e con il contorno di tanto, tanto, tanto Teatro.
Per farla breve se cercate un'Icona della Rappresentazione Teatrale di tutti i contrasti della nostra "povera" generazione in questo inizio Secolo, Emilie fa per voi, se invece non sopportate gli artifizi di un'artista che tenta con tutte le sue forze di porsi aldilà della mera esecuzione musicale passate pure oltre, io sono tra quelli che sostengono che il Pop, nonostante il nome, (e qui è presente in massicie dosi, d'autore s'intende, ma Pop... maiuscola non casuale..) non sia per tutti perciò non ne avrò sicuramente a male (e figurarsi l'affascinante Emilie).
Ma non voglio perdermi in ulteriori chiacchiere, le Trenta Righe che mi spettano son strette perciò il disco: il suadente Minuetto dell'intro della Title-Track introduce nel Mondo fatato e agghiacciante di "Opheliac", e subito diventa chiaro cos'è il Victoriaindustrial: elettronica e suoni ottocenteschi combinati in salsa Pop, come si diceva, ma il tutto supportato dalle evidenti capacità tecniche e compositive dell'autrice che non si nega nulla, grida, sussura e poi urla nuovamente: disperazione, rassegnazione, malinconia scorrono come fiumi in piena che si placano solo quando il Dolce Autunno decide di far vibrare nervosamente il proprio violino.
Da qui in poi il viaggio sarà un sentiero costellato di salite e discese tra melodie darkeggianti più o meno orecchiabili ("Swallow", "Liar" e "Misery Loves Company" su tutte) e Nenie Elettrificate (che a noi piaccion tanto): "The Art of Suicide" e "Dead is the New Alive" per esempio... Ma il comune denominatore di questo mescolare influenze, apparentemente distantissime tra loro, è emozionare, non importa se la leva sia la ricerca del Lugubre, la nuova Dea del Gothic (si, l'ho fatto ho associato la parola Gothic a Pop... ahahahahaah...) va dritta al punto, raramente divaga, e quando lo fa, non si può non fare a meno di lasciarsi condurre in labirinti fatti di suoni anche stridenti, per poi ritrovare la Luce... Luce? naaaa, forse una penombra, di Luce nell'Arte dell'Autumn ce n'è pochissima, ma quella poca che arriva è sufficiente a scaldar i nostri cuori.
Chiarificatrici di questa particolare alchimia che si crea nell'ascolto sono la "tortuosa" "I Want My Innocence Back" e l'emblematica (nella dichiarazione d'intenti) "Gothic Lolita" ma tutto il disco è apparentemente oscuro e fragile...
"Why live a life that's painted with pity and sadness and strife", ci suggerisce, e forse per un pò anche ci crediamo (ingannati dall'abilità tentatrice della strana californiana...), ma poi ci ricordiamo che tutto questo è Teatro, rappresentazione insomma (aiutati anche dalla citazione Bachiana, se si può dire... nel secondo disco) così spegniamo il Lettore e usciamo, ora c'è ancora il sole,domani chissà...
A)Non aprite quella Porta (The Texas Chainsaw Massacre) di Tobe
Hooper,1974 (USA)






