Search in my Blog and in my Friends Ones
Cerca sui Link di questa pagina
Search on the links in this page
Vuoi comunicarmi qualche rimostranza in merito al contenuto del Blog? Non riesci piu' a vivere senza di me? O semplicemente vuoi darmi qualche consiglio? Per questo e tant'altro ancora scrivimi pure con fiducia. Rispondero'!
Header Image by/Il Logo del Blog creato da
AbnormAle
Background Image from/L'Immagine sullo sfondo presa da
IAMX set in Graz, PPC 13-12-08 shooted by Captain Howdy
Box Menu Image by/L'immagine dei Box creata da
E.M.V.
Better wiew with/Si legge meglio con:
MGMT "Time to Pretend" Live @David Letterman, from "Oracular Spectacular" 2007
Coming Soon!/In Arrivo!

E' finito anche il mese di Marzo e la stagione regolare del basket americano si dirige verso la stretta finale.
Per i Suns e' stato un mese strano, infatti i ragazzi di D'Antoni hanno alternato ottime prestazioni (una su tutte la vittoria a Dallas dopo due overtime) e debacle decisamente inaspettate (Sacramento e Golden State), probabilmente la matematica acquisizione del primato di divisione ha tolto un po' di concentrazione e i nostri hanno ripreso fiato in vista di una post-season che non sara' per niente una passeggiata.
La situazione nelle Conference comunque e' abbastanza delineata, ad Ovest son gia' sicure dei play-off oltre Phoenix anche Dallas(che probabilmente conquistera' il primato di conference), San Antonio, Utah(sicura del primato nella propria divisione) e Houston a cui si aggiungeranno al 90 % presto i Lakers.
Da qui in giu' la lotta e' serrata per gli ultimi due posti tra Denver, Clippers,Golden State e New Orleans. Sacramento a meno di miracoli sembra tagliata fuori.
Ad Est per il momento son sicure della post season solo Detroit , Chicago e Cleveland (con i primi in pole per il primato di Conference) ma difficilmente i Play-off sfuggiranno a Toronto,Miami e Washington e ultimi due posti da giocarsi tra Orlando,New Jersey,Indiana e New York.
Sulla carta sembra difficile che il titolo finale sfugga all' Ovest, ma negli ultimi anni spesso questo trend e' stato invertito, attualmente e' arduo immaginare una griglia definitiva per i Play-off pero' ad Est sembra difficile che a prevalere alla fine non sia Detroit mentre ad Ovest sara' la probabilissima semifinale di conference Dallas-San Antonio a decidere la candidata per il titolo, anche se i Suns quest'anno sembrano decisamente pronti al gran salto di qualita' mancato alla fine delle scorse stagioni, speriamo...
Fonte: Nba.com/suns/
Dopo la difficile affermazione su Teramo giovedi(96-92), Watson miglior marcatore con 19 punti e una partita disastrosa sotto i tabelloni nonostante la vittoria, l'Olimpia e' attesa domani alla difficile trasferta di Cantu' e sabato al PalaLido ospitera' la Virtus, in un vero e proprio spareggio per il secondo posto, settimana dunque fondamentale per assicurarsi un buon posto nella griglia dei Play-off.
Intanto in settimana mano pesante della giustizia sportiva su Treviso (-15 di penalizzazione) per il caso Lorbek e veneti in piena zona retrocessione.
Chi me lo regala?
Fonte: Ironmaiden.com

Io sono qui
e come gia' detto
la paura puo' solo
ferire,non lasciatela entrare...
libero ma non pericoloso
fugace ma presente
fidatevi di quello che sentite.
io sono qui.
libero....
La Cena per farli conoscere di Pupi Avati, Ita, 2006
Sceneggiatura: Pupi Avati
Attori Principali: Diego Abatantuono, Violante Placido,Ines Sastre, Vanessa Incontrada, Francesca Neri
Alessandro (Abatantuono) e' un attore al tramonto che dopo un intervento plastico mal riuscito perde il ruolo nella fiction in cui recitava, padre (assente) di tre figlie da tre madri diverse, sparse in giro per l'Europa mette in scena un tentativo di suicidio per attirare l'attenzione, ristabilito le figlie ,per liberarsi del padre, organizzeranno una cena per farlo riavvicinare ad una vecchia fiamma...
Pupi Avati ritorna con una commedia romantica ed esistenzialista sui mali della nostra societa' e lo fa con i consueti humour e spirito di osservazione che l'hanno reso celebre, infatti se da una parte la storia ha spiccati accenti drammatici ,qua e la Avati non rinuncia alla sdrammatizzazione e spesso alla satira nei confronti dei malanni dello show business e di chi ne fa parte, ad aiutalro il solito Abatantuono, qui mattatore come il solito, perfettamente a suo agio in un ruolo sicuramente tormentato ma sufficientemente autoironico (non mancano accenni autobiografici).
Fin qui tutto bene quindi, purtroppo pero' la pellicola ad un certo punto perde un po' il filo logico e rimane appesa tra la scelta di dar piu' rilievo alla critica verso i media o ad approfondire il tema del rapporto genitore-figlie ed inevitabilmente entrambi i temi rimangono in superficie (non aiutano comunque le quattro interpreti femminili).
Film comunque divertente e godibile dallo script spesso arguto e non privo di spunti di riflessione importanti.
Voto: 6.5\10
...di chi non vuol sentire,
che brutto mondo dove
l'educazione viene scambiata
per proselitismo o tentato
tale.. devo insistere per farti
capire che sei un borioso
saccente o devo far cadere il
discorso e far la figura del codardo..
si,si meglio questo che l'ulcera...
la mia forza e' dentro non fuori.
Non sono gli anni che fanno
maturare ma come si usano
se con disponibilita' al mondo
o con amore solo per la propria
voce... tristezza infinita....
Le Tre Grazie...
Fonte: Photos.lacoccinelle.net
Potreste vedermi ovunque...

Il Paradiso degli Orchi di Daniel Pennac, Fra (Au Bonheur des Ogres prima edizione 1985), Edizioni Feltrinelli,1991
Francese di origini italiane, professore di lingua francese a Parigi, Daniel Pennac e' il creatore del ciclo di romanzi incentrati sulla figura di Benjamin Malaussene.
Questo "Au Bonheur des Ogres" e' il primo della fortunatissima serie che dara' fama internazionale al proprio creatore.
Benjamin Malaussene, timido e introverso abitante di Parigi, e' il primo figlio di una madre talmente instabile sentimentalmente da concepire con ogni amato un figlio per poi lasciarli quasi al proprio destino. Tutti e cinque tra fratelli e sorelle ( e un cane) abitano insieme in una Belleville multicolore e multirazziale e ognuno porta in se' una bizzarria, cosi' per esempio Therese e' la veggente del gruppo, Jeremy il ribelle etc. etc.
Benjamin, dal canto suo, ha la propensione di vedersi addossare le croci altrui e per questa sua caratteristica viene assunto da dei grandi magazzini con la funzione del capro espiatorio, cioe' deve sorbirsi tutte le piazzate dei clienti insoddisfatti e impietosirli a tal punto da convincerli a ritirare la lamentela, e nel suo lavoro e' bravissimo, quasi una vocazione.
Un lavoraccio ma non puo' rifiutarlo perche' e' l'unico sostentamento della sua particolare famiglia, tutto quindi andrebbe bene ma un giorno una bomba scoppia nei grandi magazziini e neanche farlo apposta lui viene ritenuto dall' inizio principale indiziato...
Romanzo dalla vocazione grottesca e dalla trama quasi gialla, "Il Paradiso degli Orchi" e' divenuto nel corso del tempo un termine di paragone per chiunque voglia cimentarsi in un tipo di scrittura non convenzionale, infatti Pennac e' un abile creatore di personaggi (tutti bizzarri ma tutti assolutamente credibili da quanto vengono ben delineati),e ' dotato di una verve creativa fuori dal comune ma quello che piu' salta all' occhio e' il fatto che riesce acrobaticamente via,via,a seconda delle situazioni, a cambiar stile di scrittura, voce narrante e strutture dei dialoghi etc etc. senza pero' mai far perdere il filo del racconto anzi arricchendolo sempre di piccoli particolari che avranno sempre una loro funzione ben precisa.
Una lettura pero' mai complessa e sempre segnata da una fine ironia anche nei momenti drammatici (ed essendo di fondo un giallo non mancano) e un atto d'amore verso una citta' e un quartiere (Belleville) e i loro abitanti tutti finemente collegati tra di loro quasi a formare un pantheon contemporaneo, e infine un esercizio per chiunque voglia farsi coinvolgere dall'inaspettato.
Anche quando racconta fatti straordinari Pennac li fa passare come ordinari ed e' piacevole per un attimo lasciarsi convicere che da questa vita si puo' ancora esser sorpresi.
Voto:10\10
Piece of Mind, Iron Maiden (Gbr), EMI, 1983
Tracklist: 1)Where Eagles Dare(Harris) 2)Revelations(Dickinson) 3)Flight of Icarus(Smith\Dickinson) 4)Die with your boots on(Smith\Dickinson\Harris) 5)The Trooper(Harris) 6)Still Life(Murray\Harris) 7)Quest for Fire(Harris) 8)Sun and Steel(Smith\Dickinson) 9)To Tame a Land*(Harris)
*nella prima stampa il titolo era "Dune" poi cambiato per esigenze di copyright in quanto l'autore del romanzo omonimo Herbert (da cui la canzone e' ispirata ) non diede il permesso di utilizzare il titolo.
Line Up: Bruce Dickinson(voce), Steve Harris(basso), Adrian Smith(chitarre),Dave Murray(Chitarre), Nicko Mc Brain(batteria)
Uscito nel 1983, il quarto album dei londinesi Maiden segno' una tappa fondamentale nella storia della band piu' amata del Metal e probabilmente del genere stesso.
Infatti da questo album,con l'ingresso alla batteria di Mc Brain al posto di Clive Burr, gli Iron trovarono quella che per i successivi 6 (leggendari) anni fu la formazione definitiva e che porto' definitivamente il combo inglese nell'olimpo della musica mondiale.
Musicalmente da segnalare il decisivo cambio di rotta sonoro che differenzio' questo disco dai tre precedenti e cioe' una netta virata verso suoni piu' melodici e allo stesso tempo epici, caratteristiche che la band poi sviluppo' ma non cambio' piu' nel corso della propria carriera.
L'album a distanza di 24 anni suona ancora compatto e di grande suggestione e si muove tra riff veloci,devastanti assoli di chitarra e melodie ben strutturate e contiene quella che e' diventata la canzone "classica" per eccellenza dei Maiden e cioe' "The Trooper".
Quasi tutte le canzoni presentano testi citazionisti e son ispirate da libri,film e leggende e confermano l'amore degli Iron verso una ricerca a 360 gradi di fonti d'ispirazione che di conseguenza vanno a influenzare tutta l'iconografia portata avanti con tenacia,nonostante anche critiche feroci, per tutta la loro carriera.
Atmosfere dunque epiche ma senza rinunciare a quel tocco dark che aveva influenzato album come "Killers" e "The Number of the Beast" ma anzi ,grazie a una produzione decisamente piu' all' altezza e a una maggior maturita' dei singoli elementi il disco si fa apprezzare per una maggior varieta' e rappresenta il vero spartiacque tra dei Maiden ,sicuramente abili e promettenti ma "fracassoni" fino all' 82 ad una trasformazione in gruppo consapevole delle proprie qualita' e sicuramente piu' elegante nei suoni e nelle atmosfere, da qui in poi la loro strada confermo' questo trend.
Molti critici e fans legati ai suoni piu' diretti dei primi album certo non concordano con queste ipotesi ma la longevita' del gruppo, senza l'aiuto tra l'altro di grosse campagne pubblicitarie e passaggi in heavy-rotation su tv e radio, sta a testimoniare che la strada intrapresa era quella giusta, strada segnata da ineccepibili qualita' tecniche di fondo ma mescolate con abilita' a una ricerca encomiabile dello sviluppo melodico, una semplicita' strutturale in quello armonico e a un calore di fondo spesso commovente.
Voto:10\10
Finisce al Bentegodi l'imbattibilita' del Vicenza, in una partita sostanzialmente equlilibrata un goal di Akagunduz al 49esimo del secondo tempo regala ai veronesi tre punti fondamentali per la salvezza e riavvicina il Vicenza alla zona pericolosa.
Tutto nel secondo tempo, vantaggio scaligero con Sibilano al 14esimo e immediato pareggio dei berici al 17esimo con Nastos, ultimi trenta minuti in cui la squadra di Gregucci sembrava poter controllare il risultato ma ancora una volta il giocatore turco mette la sua firma nei minuti finali.
Prossimi impegni: Triestina-Verona, Vicenza-Spezia
Giornate strane che ci portano in posti insoliti,
il rumore e' lontano e l'asfalto bagnato ti riempie
i polmoni della sua acidula fragranza ipnotica,
me ne rimango un attimo sulla strada alla visione
non sono l'unico che vuole vivere, aggrappato.

LEZIONI DI VOLO di Francesca Archibugi,Ita,2007
Sceneggiatura: Francesca Archibugi, Doriana Leondeff
Attori Principali: Giovanna Mezzogiorno, Andrea Miglio Risi, Angel Tom Karumathy, Angela Finochiaro
Seguendo un filone che (in maniera preoccupante) si sta diffondendo nel cinema italiano, la regista di "Mignon e' partita", "Il Grande Cocomero" e "L' Albero delle Pere" ritorna con un film\quadro sui disagi generazionali che sta vivendo il nostro paese (ma in genere il mondo) in questo periodo storico e contemporaneamente una storia di educazione sentimentale.
Apollonio e Marco sono due diciottenni alle prese con il male oscuro del vuoto tipico dell' eta' formativa e entrambi hanno alle spalle due esperienze familiari non ordinarie, uno infatti viene da una familia ebrea di impronta autoritaria, l'altro e' un indiano adottato da una coppia progressista ma in evidente momento di empasse sentimentale.
Per aiutarli a risovere questo stato di apparente inedia le due familie decidono di appoggiarli nella loro decisione di intraprendere un viaggio di formazione in India, qui si troveranno causa la loro scarsa esperienza nelle cose della vita ad affrontare alcuni imprevvisti che li porteranno a conoscere una dottoressa italiana ( anche lei in crisi generazionale) impegnata nel volontariato in un villaggio disagiato dell 'India interna, qui intraprenderanno la strada verso le loro prime iniziazioni.
Un' idea interessante, anche se un po' inflazionata, ma purtroppo stavolta l' Archibugi cade nell' errore di voler dire troppo (le crisi postadolescenziali, i problemi familiari, i trentenni in perenne indecisione sentimentale etc. etc )e non riesce quindi mai dare spessore ne' alla trama ne' ai personaggi.
Infatti se da una parte la regista si conferma abile nel cogliere sfumature interessanti della nostra epoca il film non riesce mai a scavare in profondita' e i vari personaggi (anche quello interpretato dalla pur brava Finocchiaro ,che meritava piu' approfondimento) rimangono poco piu' che accennati nelle loro caratteristiche.
Il film viene parzialmente salvato dalle magiche atmosfere e colori indiani e da una storia comunque intrigante ma dalla Archibugi ci si aspettava decisamente di piu', comunque dopo film decisamente riusciti un po' di stanchezza dovuta al desiderio di voler dire troppo in poco, la si puo' anche perdonare.
Voto:5,5\10
Dal Nostro (mio...) inviato dal Sud-Est Asiatico, Herpes
Ciao caro,
Sono a Singapore di ritorno dall' India appunto con la mia maglietta addosso dei MAIDEN IN INDIA e "BLOOD BROTHERS" in cuffia... ti farei vedere nel frattempo la mia pelle d'oca ma tu gia' sai....
Iron Maiden: che dire oltre alla mia pelle d'oca che continua a crescere mentre loro passano ad altro trastullo emotivo.
Captain Howdy,forse l'hai gia' provato a Londra o forse no.
Ti giuro,45.000 persone che non solo aspettavano i Maiden da sempre ma che li hanno accolti con ovazioni e singalong toccanti.
Non solo per i Maiden avevo la pelle che vibrava ma anche perche' ero parte nel percepire la folla.
Molto ma molto toccante.
Stavo aspettando di tornare ad Hong-kong per mandarti una serie di foto.(foto che io postero' su questo blog appena Herpes me le spedira'.Captain Howdy)
Hanno fatto una scaletta con molti classici perche' la crowd invocava "Maiden,Maiden!"
Intanto beccati qua:
Different World, These Colours don't run, Brighter the a thousand Suns, Wrathchild, The Trooper, The Reincarnation of Benjamin Breeg, For the Greater Good of God (Fucking Wonderful! super Toccante!), 2 Minutes to Midnight, The Number of The Beast, Fear of the Dark, Run to the Hills, Iron Maiden, The Evil that men do (superfuckierlativo my friend, veramente ma veramente da piangere Captain!), Hallowed be thy name.
UP THE IRONS!
Hanno promesso che torneranno in India prima di un anno e mezzo e io ci saro'!
UP THE IRONS AGAIN!
SEMPRE SIANO LODATI!
Ciao!
Herpes

Maus ( Maus, A Survivor's Tale) U.S.A.,1973-1991, Edizioni Einaudi
Soggetto,Sceneggiatura e Disegni di Art Spiegelman
Forse la Graphic Novel piu' famosa dei nostri tempi Maus e' un vero e proprio affresco sugli orrori dei campi di sterminio nazisti durante il secondo conflitto mondiale.
Scritto e pubblicato tra gli anni '70 e i primi '90 e' la storia vera del padre dell' autore ,sopravissuto alla prigionia di Auschwitz. Per questo romanzo a fumetti Art Spiegelman, illustratore di importanti riviste americane vinse il premio Pulitzer.
L' opera e' divisa in due parti ("Mio padre sanguina storia, 6 capitoli e "E qui cominciano i miei guai" 5 capitoli) e consta di circa 300 tavole in bianco e nero.
Oltre alla storia drammatica e commovente per ovvi motivi l' assoluto colpo di genio dell' autore e' la scelta di ritrarre con sembianze animali i vari protagonisti, cosi' nella storia si vedono gli ebrei dipinti come topi (da qui il titolo) i tedeschi come gatti, i polacchi come maiali e cosi' via, dando un tocco lievemente umoristico a una storia che trasuda orrore in ogni pagina, bellissima inoltre la scelta di Spiegelman di scegliere una sceneggiatura che si muove tra il presente (dove vengono ritratti mirabimente i conflitti tra padre e figlio) e il passato raccontato a flash-back con la voce narrante del protagonista, si ha quindi un effetto assolutamente unico dove e' impossibile trarre una conclusione univoca e la domanda che aleggia inquietante in tutta l'opera e' "ma sopravvivere alla fine e' stato un merito o una colpa?" e a questa ne l'autore ne i lettori possono alla fine rispondere.
Disegno minimale e trama assolutamente asciutta e per niente a scopi morali se non quelli di pura autoredenzione "Maus" e' una lettura adatta a chiunque ed e' stata influente sotto molti punti di vista per la genesi di moltissime graphic novel successive per stessa ammissione di molti autori (in Italia basti pensare al numero 83 di Dylan Dog "Doktor Terror").
Il termine fumetto per quest'opera e' riduttivo e va a mio modo di vedere quindi collocata insieme ai grandi classici della letteratura di sempre.
Voto:10\10
Recensione apparsa il 12/10/2008 su DeBaser a firma Girlanachronism:
Scritta in oltre 10 anni di lavoro da Art Spiegelman e pubblicata a cavallo di tre decadi "Maus" è probabilmente la più famosa, se non più importante, graphic novel di tutti i tempi. Accolta fin dalla sua uscita dall'unanime consenso sia di critica che di pubblico è stata tradotta in oltre 20 lingue, ha ricevuto i più importanti riconoscimenti internazionali nell'ambito del mondo fumettistico: dall'Angoulême all'Eisner passando, soprattutto, per il Pulitzer nel 1992.
Attraverso i ricordi del padre, sopravissuto al campo di sterminio Auschwitz, l'autore ricostruisce, con la tecnica del flashback e con una trama narrativa che si dipana tra il presente (gli anni '70) e la ricostruzione soggettiva (ma profondamente documentata) di avvenimenti occorsi tra il '35 ed il '45, il dramma dell'Olocausto. Tutto ciò senza risparmiarsi toccanti riferimenti autobiografici che contribuirono nella scelta di avventurarsi nel terreno insidioso della ricostruzione storica di un avvenimento ancor oggi, ovviamente, discusso: e se il difficile rapporto con il padre, mai uscito completamente dal dramma psicologico vissuto, permea tutto il libro, Spiegelman non nasconde che la vera scintilla sia stata il suicidio della madre, anch'essa una sopravissuta, avvenuto quando lui era ventenne.
Scintilla che accende l'intero motore narrativo di questo romanzo a fumetti: il senso di colpa del sopravissuto, magistralmente riassunto nella frase (seconda parte, secondo capitolo, trentunesima vignetta) "Si. La vita si schiera sempre con la vita, e in fondo le vittime sono colpevolizzate. Ma non sono sopravissuti i MIGLIORI, nè sono morti. E' stato tutto A CASO!"
Disegnata in un bianco e nero ricco di sfumature e particolari, l'opera è divisa in due parti distinte, pubblicate in origine separatamente: "Mio padre sanguina storia" e "E qui cominciarono i miei guai" dedicate rispettivamente ad Anja Spiegelman (la madre dell'autore) e a Richieu Spiegelman (suo fratello maggiore morto in un campo di sterminio). Le due sezioni non presentano tra loro differenze stilistiche o narrative particolari ma furono divise perchè portate a termine a quasi dieci anni di distanza l'una dall'altra.
Oltre ai meriti etici "Maus" fu una vera rivelazione per la scelta, quasi caricaturale, di Spiegelman di rappresentare i protagonisti non con fattezze reali ma con sembianze animali, differenti a seconda delle varie nazionalità ed etnie, umanizzate. Così gli ebrei divennero topi, i tedeschi gatti, i polacchi maiali e così via: inutile dire che l'effetto, voluto, finale fosse un fluttuare tra il pathos drammatico degli avvenimenti narrati e una spinta quasi comica provocata dal vedere "in scena" un artifizio tipico del fumetto di genere umoristico, da Mickey Mouse in poi. Il valore aggiunto è proprio questo: nonostante questa controversa e coraggiosa scelta Spiegelman non da mai l'idea di prendere in giro gli avvenimenti ma cerca solamente di rendere più efficace la condanna contro gli orrori rappresentati da leggi razziali, stermini di massa, pulizia etnica etc. etc. L'operazione riuscì brillantemente e i suoi piccoli topolini riuscirono a smuovere molto più gli animi rispetto ad altre opere considerate più "colte".
A detta dello stesso Spiegelman la scelta degli abbinamenti etnie-animali fu ispirata proprio da fonti tedesche dell'epoca ed in particolare da un articolo apparso su di un giornale di propaganda dove compariva la frase (riportata anche nella graphic novel): "Mickey Mouse è il più miserevole ideale mai esistito? I sentimenti salutari dicono ad ogni giovane indipendente e a ogni persona dignitosa che il parassita sporco e immondo, il peggiore portatore di malattie del regno animale, non può essere il tipo ideale di animale? Basta con la brutalizzazione giudaica della gente! Abbasso Mickey Mouse! Indossate la svastica!". Una volta scelti i topi per gli ebrei scovare l'animale adatto per i tedeschi quindi non fu difficile...
"Maus" è opera commovente ma non melensa ed ha ispirato innumerevoli autori di fumetti in tutto il mondo, in Italia si può citare il numero 83 di Dylan Dog "Doktor Terror", ma lungi dall'essere collocata solo nell'ambito del genere dei comics merita di essere considerata capolavoro letterario a tutto tondo e non è solo chi scrive ad affermare ciò basti leggere l'opinione del grande Eco che riporto qui sotto.
Allontanate i pregiudizi, leggetelo.
"Maus è una storia splendida. Ti prende e non ti lascia più. Quando due di questi topolini parlano d'amore, ci si commuove, quando soffrono si piange. A poco a poco si entra in questo linguaggio di vecchia famiglia dell'Europa orientale, in questi piccoli discorsi fatti di sofferenze, umorismo, beghe quotidiane, si è presi dal ritmo lento e incantatorio, e quando il libro è finito, si attende il seguito con disperata nostalgia di essere stati esclusi da un universo magico." (U.Eco)
5/5
C.G. (Girlanachronism)

Annunciata la Track-list di "American Doll Posse" nuovo album della cantautrice americana, di seguito la lista.
Yo George
Big Wheel
Bouncing off Clouds
Teenage Hustling
Digital Ghost
You can bring your Dog
Mr. Bad Man
Fat Slut
Girl Disappearing
Secret Spell
Devils and Gods
Body and Soul
Father's Son
Programmable Soda
Code Red
Roosterspur Bridge
Beauty of Speed
Almost Rosey
Velvet Revolution
Dark Side of the Sun
Posse Bonus
Smokey Joe
Dragon
Fonte: Toriamos.com

Non e' passato molto
ma non tutto e' ancora
torbido,piccole verita'
continuano ad emergere
e diffido nel lasciarle
indietro sulla via.
Non ero io forse
a raccontare di luce
e di nebbia in pallide
mattine autunnali?
Non lo so piu'...
...e potrei anche andare
a rivedere certe cose
ma non servirebbe a nulla
o forse a troppo.
Infondo chi ero io,
ora non lo sono piu'
e non me ne dolgo.
Scivolando via, sempre
ben sveglio, ben sveglio
Chi ero io? se non io?